Barcon, la Lega frena: Muraro è isolato

Molti consiglieri provinciali non ci stanno più: «Non ha senso, violeremmo anche il Ptcp». Freddezza pure sull’Ikea a Casale

Sorpresa: la Lega frena sull’operazione Barcon, il superpolo (macello e cartiera) che l’imprenditore Colomberotto vuole realizzare fra la Pedemontana e la Castellana.

Un summit leghista a S.Artemio, convocato dal capogruppo Fabio Ceccato ha fatto emergere un nuovo orientamento, decisamente poco favorevole al progetto, da parte del Carroccio: al punto che il presidente Muraro, ha scoperto di essere fra i pochi a sostenere con convinzione il progetto. Fortemente voluto dal sindaco leghista di Vedelago, Paolo Quaggiotto, che aveva scatenato le reazioni di comitati, ambientalisti e delle associazioni che difendono il territorio. Contrario al progetto anche il centrosinistra.

La Lega, per quanto spaccata a Vedelago, in un primo momento, aveva appoggiato l’operazione, soprattutto in virtù delle ricadute occupazionali. Ma negli ultimi giorni qualcosa è maturato a livello politico: «c’è in atto una riflessione profonda – dice un consigliere provinciale leghista, che preferisce non esporsi e che comunque resta fedele all’operazione – più di uno si chiede se il gioco valga la candela, tanto più che allo stato attuale andiamo a forzare il Ptcp (piano territoriale di coordinamento provinciale) che abbiamo approvato a suo tempo». Ma che ci sia più di una riflessione lo dice un altro consigliere: «Mi sembra difficile, con questi orientamenti, che l’operazione possa venire approvata in aula»

Già, perché dopo il comune di Vedelago che ha appena inviato a Venezia il documento con cui approva il progetto, ora tocca alla Provincia esprimersi , con analoga delibera. Ma con il Pdl molto dubbiso e anzi orientato al no secco all’intera operazione, e una Lega inquieta, dove trovare i voti per dire sì al «piano Colomberotto»?

I bene informati dicono che Muraro abbia preso nota della frenata dei suoi, ma non voglia ancora né demordere, né arrendersi: l’operazione, ufficialmente, continua. Ha il sostegno ai piani alti, dalla Regione?

L’impressione però è che il partito, forse anche in vista delle prossima politiche, non sia più disposto ad assumere il ruolo di primo paladino del superpolo dell’allevamento. Non a caso Giorgio Granello, il segretario provinciale, aveva dare il primo avviso nei giorni scorsi: non si va a morire per Barcon, aveva detto sostanzialmente. Un messaggio interpretato come l’ennesimo distinguo fra caneriani e murariani, asse vittorioso al congresso provinciale ma non automaticamente compatto e all’unisono. C’è da stupirsi se l’imprenditore Colomberotto viene dato in «trasferimento» verso la Lombardia, e in particolare la bassa Bresciana.

Oddio, nella Lega aumentano i dubbi anche sull’operazione Ikea a Casale. Ma qui i tempi sono meno stringenti: se ne riparlerà.

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