Barcon, Famiglia Cristiana si schiera con i no-macello

Il settimanale cattolico dedica un ampio servizio al maxi polo agroindustriale «Prezzo da pagare per ipotetici vantaggi economici: il sacrificio della campagna»
Di Alessia De Marchi
DeMarchi Vedelago manifesto contro il sindaco
DeMarchi Vedelago manifesto contro il sindaco

VEDELAGO. Un titolo ed è detto tutto, o quasi. «Com’era verde la mia terra», è quello che Famiglia Cristiana ha scelto per la sua inchiesta sull’operazione Barcon, pubblicata nel numero in edicola questa settimana. Il periodico cattolico dedica un lungo servizio al polo agroindustriale, che gli imprenditori Colomberotto e Gelain hanno proposto di realizzare sugli 88 ettari della campagna a nord di via Terza Armata. Famiglia Cristiana sente tutti, ma poi conclude con le «sagge parole di nonna Irma», 84 anni suonati, che passando davanti al gazebo dei no macello sbianca e commenta: «Tutto sto terren i vol magnar?No se pol mia fabricarla la tera, eh!». Insomma: «Ancora una volta», scrive il settimanale, «il prezzo da pagare per ipotetici vantaggi economici sarebbe il sacrificio della campagna, che proprio i piani territoriali vogliono finalmente tutelare, dopo decenni di indiscriminate colate di cemento». Famiglia Cristiana racconta ai suoi lettori il paesaggio che circonda la terra dei Pola, quella che gli imprenditori, sindaco Quaggiotto d’accordo, vorrebbero trasformare in un maxi polo agroindustriale con macello più grande d’Europa e cartiera in parte interrata. «A due passi da qui», rileva, «sorge la Castelfranco del Giorgione; la rocca di Asolo è lì sullo sfondo, con il monte Grappa. E a soli 1.700 metri in linea d’aria, nella frazione di Fanzolo, sta quel gioiello architettonico che si chiama villa Emo, disegnata dal genio del Palladio e inserita dall’Unesco nella lista dei patrimoni dell’umanità». Nel bel mezzo, l’operazione Barcon, in stand-by in attesa che la guerra politica si chiuda, che Provincia e Comune si esprimano permettendo alla Regione di valutare l’interesse veneto dell’accordo di programma. Intanto comitati spontanei, cittadini, sindacati, politici di destra e sinistra hanno già deciso che quel mega impianto va fermato. Sul Carroccio è notte dei lunghi coltelli con scontri tra la fazione dei no, capitanata dal segretario Giorgio Granello (e sarebbe quella maggioritaria), e quella dei sì (dalle file sempre più sottili) guidata dal sindaco Paolo Quaggiotto, primo sponsor dell’accordo di programma, e dal presidente della Provincia Leonardo Muraro. La caccia a nuovi alleati continua dentro e fuori dai palazzi della politica locale. Incontri continui per ribadire, convincere e preparare in vista di un voto chiesto dalla Regione al consiglio comunale di Vedelago e alla Provincia. Il tempo sta per scadere: la lettera del dirigente veneto recapitata a Quaggiotto e Muraro dava trenta giorni dal ricevimento per dare una risposta, è arrivata il 12 luglio scorso e il 12 agosto è alle porte.

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