Badante picchia il marito con l’attizzatoio: va a processo

La donna, 68 anni, ha il divieto di avvicinamento al compagno e l’obbligo del braccialetto elettronico dopo le ripetute le aggressioni verbale e fisiche

Il tribunale di Treviso dove si svolge il processo alla badante violenta
Il tribunale di Treviso dove si svolge il processo alla badante violenta

Sarebbe arrivata fino al punto di colpire al volto il marito con un attizzatoio in metallo un’albanese di 68 anni, residente a Treviso (difesa dall’avvocato Antonella Picco), a processo per maltrattamenti nei confronti dell’uomo, di tre anni più anziano di lei.

Il 15 gennaio l’inizio del processo, davanti ai giudici del collegio, presieduto da Laura Contini. Un’udienza lunga e difficile a causa delle difficoltà linguistiche, nonostante la presenza di un’interprete.

Sulla donna pende la misura del divieto di avvicinamento al marito ed è costretta a tenere il braccialetto elettronico che segnala alle forze dell’ordine se si avvicina troppo al marito (parte civile nel processo con l’avvocato Alessandra Nava).

Cosa è successo

I fatti risalgono all’estate del 2024 quando, secondo l’accusa, la donna, che di professione fa la badante, ha iniziato a manifestare segni d’insofferenza nei confronti del marito.

Tra giugno e ottobre del 2024 è stato un crescendo di episodi violenti, sia fisici che verbali. Va detto che alle spalle della coppia c’è un grave lutto: il figlio morto una decina di anni fa in un incidente stradale.

A dire del marito, il comportamento aggressivo della moglie è dovuto all’abuso di bevande alcoliche che la renderebbero aggressiva.

Nei mesi dell’estate 2024, oltre alle continue aggressioni, la donna avrebbe spesso danneggiato le suppellettili di casa, lanciato oggetti contro il marito. Agli atti d’indagine sono allegati anche due certificati medici che attesterebbero come l’uomo sia stato costretto al ricovero in pronto soccorso all’ospedale del Ca’ Foncello per curare le ferite riportate durante le aggressioni.

In ospedale per i pugni e i morsi

In particolare il 6 luglio di due anni fa l’uomo fu aggredito a pugni e morsi tanto da dover ricorrere alle cure di un medico del Ca’ Foncello che l’ha successivamente dimesso con un certificato che attestava una malattia di sette giorni.

L’episodio più grave risale al 15 ottobre scorso quando la donna ha afferrato un attizzatoio in metallo e l’ha usato per colpire al volto il marito. Poi l’imputata ha completato l’opera scagliandogli un bicchiere di vetro in faccia, causandogli la frattura delle ossa nasali. La donna ora ha la misura del divieto di avvicinamento al marito.

Si torna in aula a fine marzo per sentire altri testimoni. —

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