Aumenti in bolletta, «Presa in giro, altro che modello virtuoso»

Conte (Lega): «Non era questo che ci era stato prospettato quando abbiamo aderito al consorzio»
PASSERINI TREVISO CONSIGLIO PROVINCIALE A SAN ARTEMIO, IN FOTO agenzia fotografica fotofilm
PASSERINI TREVISO CONSIGLIO PROVINCIALE A SAN ARTEMIO, IN FOTO agenzia fotografica fotofilm

TREVISO. Per i ventilati aumenti sulle bollette dei rifiuti, piccolo miracolo a Treviso: sia il centrosinistra che la Lega fanno muro, e dicono no ai rincari. Con toni diversi, certo.

Il centrosinistra - e lo ha ribadito il summit dei capigruppo, partiti e liste l’altra sera – ha sostenuto in pieno la linea dell’assessore Gazzola nel cda del consorzio, la Lega parte dal no ai rincari per attaccare il modello della differenziata, il programma tariffario, e gli stessi vertici di consorzio e Contarina, questi ultimi, a partire dal presidente Franco Zanata (Pd), invitati ad «andare a casa».

La giunta Manildo, il Pd cittadino e gli alleati hanno dato mandato alla Gazzola di resistere fino all’ultimo e lanciano un appello agli altri comuni del consorzio, perché l’assemblea bocci la proposta se verrò presentata all’assise di fine mese.

Ma la Lega va ben oltre. E’ il nuovo capogruppo del Carroccio, Mario Conte, a contestare la filosofia della differenziata «Altro che modello virtuoso», attacca, «quello che ci impone Contarina è una vera presa in giro del cittadino: non era questo quello che era stato prospettato al Comune al momento di chiedere l’ingresso in Priula». E invoca una «seria discussione» sul servizio di raccolta rifiuti «prima di tutto a Treviso, poi in provincia».

A Conte i...conti non tornano, fra bidoni e bidoncini, fra secco e umido, fra riciclo e svuotamenti: «Ci raccontano che dobbiamo differenziare di più, che dobbiamo produrre meno secco, ci raccontano che paga di più chi inquina», continua, «ma sono balle: siccome il cittadino differenzia e recupera di più, quindi c’è meno secco che è la parte che si paga, allora Contarina introita meno e quindi deve poi aumentarci la tariffa, anche se siamo, a loro dire, virtuosi». Un «ragionamento», così lo chiama Conte, che non sta in piedi. Fino al punto da contestare il programma rifiuti zero nel 2020 inseguito da Contarina e consorzio intercomunale che oggi raggruppa 50 comuni e oltre metà provincia (Treviso, hinterland, Destra Piave e Pedemontana)

«Siamo di fronte a un “talebanismo pseudo ambientalista”», affonda ancora Conte «a quel punto, raggiunta la soglia di rifiuto zero Contarina, non avendo più incassi, dovrebbe chiudere? Il sistema, è fallimentare, se obbliga i cittadini a fare tutto il lavoro e a pagare mentre in altri paesi la raccolta differenziata viene fatta, ma a valle e crea posti di lavoro, non tasse in più per le famiglie».

La Lega parte dalla motivazioni degli aumenti - il fatto che la parte delle utenze non domestiche non vede gli introiti coprire le spese. «Manca un modello previsionale sugli andamenti dell’economia, è da cialtroni, siccome c’è la crisi e chiudono le attività produttive, che i vertici del consorzio e di Contarina chiedano a tutti a partire dalle famiglie, di pagare di più. I trevigiano non sono un bancomat»

Ricette? La Lega invoca apertamente «riduzione dei costi di gestione, intervenendo sulla sua elefantiaca struttura, pesantissima e inefficiente». E contesta che le in house come Contarina, «protette da qualsiasi tipo di concorrenza», possono «mettere le mani dentro alle tasche della gente».

Ma l’ultimo appello di Conte è ai sindaci: «riprendete il ruolo di proprietari di Contarina, e a comandare: basta farsi dire cosa fare da gente che vende fumo».

 

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