Assalto al bus dei tifosi, daspo di dieci anni ai tre ultras del Treviso arrestati
Oltre al Daspo il questore ha disposto per tutti e tre l’obbligo di firma in occasione delle manifestazioni sportive dopo l’episodio di domenica 21 dicembre al termine del derby al Tenni. L’autista è stato premiato dal questore

Divieto d’accesso alle manifestazioni sportive per dieci anni e obbligo di firma nel giorno dell’evento. Dopo l’arresto arrivano i primi provvedimenti, pesantissimi, nei confronti dei tre ultras del Treviso finiti in manette per l’assalto al bus dei tifosi del Mestre dopo il derby al Tenni di domenica scorsa.
Nel frattempo, mentre proseguono le indagini per identificare tutti i presenti all’agguato, si pensa già alle prossime trasferte da bollino nero. Troppo alto il rischio di regolamenti di conti tra curve avversarie e non solo in ambito calcistico.
Si profilano derby blindati il match Reyer-TvB al Taliercio di Mestre lunedì 5 gennaio, mentre il giorno prima al Tenni si giocherà Treviso-Portogruro. Stretta sulla sicurezza anche in vista della partita Conegliano-Mestre in programma il 18 gennaio.
Daspo e obbligo di firma
Ieri mattina il questore ha convocato i tre tifosi biancocelesti all’Appiani per la notifica del daspo dalla durata record, come previsto solo nei casi più gravi.
A questo si aggiunge inoltre l’obbligo di firma per i prossimi cinque anni nei giorni delle competizioni sportive nei confronti di Massimo Corò, 56 anni e del sessantenne trevigiano arrestato lunedì, provvedimento esteso ai prossimi dieci anni invece per il figlio di Corò, Riccardo, 25 anni.
Padre e figlio ultras erano già stati daspati (uno nel 2022 e Riccardo nel 2023) con misura ancora in corso. Due personaggi avvezzi a tafferugli tra tifosi, nel caso più recente si torna a due anni fa, era il 9 febbraio al termine del match Treviso-Spinea.
Bandito dagli stadi anche il terzo arrestato per cui il provvedimento era scaduto pochi giorni prima dell’aggressione (il 3 dicembre). Nell’agguato sono rimasti feriti il conducente del mezzo Mom che trasportava i tifosi arancioneri e un agente padovano del reparto mobile intervenuto per scongiurare che le due tifoserie entrassero in contatto.
Gli agenti non si aspettavano che i tifosi si radunassero nel bar lungo il Put da cui hanno scagliato sassi e bottiglie. Eppure che la situazione fosse a rischio c’era al contrario d’aspettarselo.
Quella di domenica era la prima trasferta del club mestrino a Treviso dopo due anni stop imposti per motivi di ordine pubblico. La rivalità fra le due squadre è antica.
I Corò, due esponenti della curva estrema del Treviso, sono stati arrestati e rilasciati la sera stessa dell’assalto avvenuto all’altezza di porta Santi Quaranta mentre il bus con settanta tifosi mestrini transitava verso la stazione. Entrambi sono indagati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lancio di materiale pericoloso e danneggiamento.
Stessa sorte per il sessantenne, anche lui rilasciato subito dopo, a cui non è stata contestata la resistenza. Dalle prime ricostruzioni sarebbe stato lui a scagliare la bottiglia che ha sfondato il cristallo laterale del bus. Da lì la miccia che ha fatto esplodere le violenze.
Nei prossimi giorni i tre indagati incontreranno il loro legale (l’avvocato del foro di Udine, Giovanni Adami) in vista della prima udienza in tribunale che verrà fissata dopo le feste.
Indagini in corso
I tre daspo anticipano la pioggia di provvedimenti attesa per i prossimi giorni quando la Digos avrà completato l’identificazione dei presenti all’aggressione. Gli agenti stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere del bus e di quelle comunali per associare nome e cognome a ciascun volto e poi valutarne il profilo di responsabilità in un’aggressione che avrebbe potuto degenerare in uno scontro violento con decine di feriti.
Lo stesso questore di Treviso lunedì ha ringraziato George Costea, il conducente del mezzo che nonostante le botte e le minacce ricevute dai mestrini che volevano scendere, ha continuato la propria corsa evitando il peggio. Il resto l’hanno fatto gli agenti di scorta al bus e il reparto mobile. Costea è stato dimesso dall’ospedale con un mese di prognosi.
Ieri, 23 dicembre, il conducente ha incontrato il questore Alessandra Simone alla presenza del presidente di Mom, Giacomo Colladon e del direttore di esercizio Corrado Bianchessi cogliendo l’occasione per ringraziare l’autista del senso civico dimostrato e per anticipargli l’invito a partecipare alla prossima festa della polizia per essere premiato fra i cittadini meritevoli.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








