Asilo: contestata la convenzione

La minoranza contraria all'accordo con l'Ipab
Il municipio di Valdobbiadene
Il municipio di Valdobbiadene
 
VALDOBBIADENE.
Nel consiglio comunale di mercoledì scorso è stato deliberato il trasferimento della piena titolarità dell'asilo nido all'Ipab Zanadio Salomoni, che gestiva la struttura attraverso una convenzione con il Comune. Per la maggioranza, questo passaggio consente uno sgravio gestionale, consentendo comunque di mantenere inalterati i servizi offerti dall'asilo nido grazie al nuovo schema di convenzione. Ma è proprio su questo punto che le minoranze non si sono trovate d'accordo con la proposta dell'amministrazione: con il passaggio all'Ipab, l'asilo nido non sarà più definito «comunale» e questo potrebbe comportare la perdita di alcuni diritti e servizi - come le garanzie per le fasce economiche più deboli o per i bambini in difficoltà - che il settore pubblico è obbligato a tutelare. «Con l'uscita dalla normativa comunale, nello schema di convenzione bisognava prendere in considerazione i principi che sottendono gli asili pubblici, cosa che non è stata fatta - ha accusato Francesca Mion della lista Per Valdobbiadene - non è il passaggio della titolarità all'Ipab il problema, ma come questa venga trasferita». Anche Paola Corrado di Uniti per Valdobbiadene ha sottolineato che i diritti dei più deboli possano essere messi a rischio da una convenzione poco chiara e deficitaria: «In questi anni si è lavorato molto bene, sia a livello strutturale che nella qualità dei servizi, la collaborazione pubblico-privato era importante, efficace, efficiente e garantiva diritti e servizi: ora tutto il lavoro portato avanti sino ad oggi rischia di essere messo in pericolo». Ha rincarato la dose Luciana Crivellotto Fuss di Forza Valdo: «Le strutture private per l'infanzia a Valdobbiadene ci sono e funzionano bene, ma un asilo pubblico è diverso, è un sostegno e una sicurezza per i cittadini bisognosi. Qualcuno ha chiesto tempo fa se a Valdobbiadene vi siano bambini di serie A e di serie B: ora purtroppo possiamo rispondere che ci sono, perché nello schema di convenzione con l'Ipab non vi è un solo obbligo, al di fuori di diquelli di legge, che tuteli i bambini più deboli». La delibera è stata comunque approvata con il voto contrario delle minoranze, ad eccezione della Lega Nord che si è astenuta.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso