Area ex Carnielli, via l’amianto già rimossi 1.600 chili di lastre

Realizzata dal gruppo Alì la prima parte del disinquinamento della zona dismessa Il sindaco Miatto: «Nelle prossime fasi toccherà anche al cromo esavalente»

VITTORIO VENETO

Il Gruppo Alì ha disinnescato la bomba all’amianto che stava per scoppiare all’interno dell’ex Carnielli. L’ha constatato la giunta Miatto accompagnata in ricognizione da una delegazione della società che ha acquisito l’ex fabbrica della bicicletta Graziella, di cui faceva parte anche l’avvocato Bruno Barel. «Un capolavoro di bonifica – ha commentato il sindaco Antonio Miatto – che sarà completato con l’asporto della copertura in amianto e l’inertizzazione del cromo esavalente nel sottosuolo».

LA BONIFICA

L’impresa incaricata del lavoro ha rimosso 1600 chilogrammi di lastre in amianto, ha insacchettato 112 mila chili di materiali da costruzione misti a frammenti di amianto. Ha smaltito 3 mila chilogrammi di plastica. Ha rimosso 40.100 chili di legno. Insomma ha provveduto alla pulizia degli interni, tra l’altro liberando dalle fasciature in amianto ben due chilometri di tubi. Il tutto, ovviamente, sotto il controllo dell’Uls e del Comune. I competenti uffici dell’azienda sanitaria, in una dozzina di ispezioni, hanno constatato che le operazioni procedevano nel modo più sicuro e corretto. La ditta che operava ha misurato l’aria, in situazioni diverse, per 110 volte durante il cantiere di bonifica, verificando che le emissioni erano al di sotto dei limiti, proprio in virtù del modo di procedere. «Da quando le lavorazioni delle bici si sono concluse non si è mai immaginato che l’amianto avvolgesse gli interni, a cominciare dalle finestre – era l’amianto più pericoloso, a portata di mani e di bocca - invece quella era proprio una bomba, tra l’altro frequentata negli anni da persone poco raccomandabili, considerati i cento chili di bombolette spray» rileva il sindaco.

LE PROSSIME FASI

Fin qui la fase due, da settembre inizierà la fase 3, quella della rimozione delle coperture in amianto, sulla base di un programma che sarà definito con la Provincia. Il sindaco assicura che in settembre convocherà la Commissione ex Carnielli per illustrare quanto si è fatto e quanto resta da completare. Poi c’è la fase 4, la bonifica dal cromo esavalente nel sottosuolo. Tutta l’area verrà sondata con decine di intercettatori del veleno, fino alla profondità di 30 metri, per capire dove si trova la sostanza e di quale pericolosità sia. La fase 5 sarà quella della inertizzazione che verrà anch’essa spiegata alla Commissione. «Entro un anno – assicura il sindaco – la bonifica complessiva sarà conclusa, anche con l’abbattimento degli ambienti che non verranno conservati». Amministrazione e Alì, visitando il velodromo sul tetto del grande capannone, hanno convenuto che quel balcone così panoramico resterà come sede di eventi all’aperto, dal cinema al teatro, alla musica, alla convegnistica. La riflessione è stata portata anche al progetto del nuovo ponte sul Meschio. «Lo si farà – ha concluso il sindaco – per alleggerire il traffico futuro sulla parallela via Vittorio Emanuele II».



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