Applied Materials inaugura a Olmi un centro da 70 milioni per i semiconduttori

Il complesso di 17.500 metri quadrati è stato realizzato in poco più di un anno a San Biagio di Callalta. Ospita produzione, sviluppo di componenti e formazione per ingegneri e tecnici

Giovanna Dalla Francesca
Microchip, Applied Materials investe a Olmi: inaugurato il nuovo polo tecnologico da 70 milioni
Microchip, Applied Materials investe a Olmi: inaugurato il nuovo polo tecnologico da 70 milioni

 

Dalla posa della prima pietra all'inaugurazione è passato poco più di un anno. Il 24 settembre Applied Materials ha inaugurato a Olmi di San Biagio di Callalta il nuovo centro tecnologico per l'industria dei semiconduttori, da cui dipende la produzione dei microchip utilizzati in smartphone, computer e automobili.

Frutto di un investimento annunciato di oltre 70 milioni di euro, il complesso è stato realizzato in via Agozzo dall'impresa trevigiana Cev. Si estende su 17.500 metri quadrati e riunisce produzione, sviluppo tecnologico e formazione.

Il nuovo polo

Il centro comprende tre attività. La prima è dedicata alla produzione di apparecchiature avanzate di metrologia e ispezione, che utilizzano la tecnologia a fascio di elettroni per individuare difetti di dimensioni infinitesimali nei dispositivi elettronici.

A questa si affianca una piattaforma europea per la progettazione e lo sviluppo di componenti e parti di ricambio. Completa la struttura un centro di formazione rivolto a ingegneri e tecnici, con la prospettiva di sviluppare collaborazioni anche con le università.

«Grande opportunità»

All'inaugurazione era presente la sindaca di San Biagio di Callalta, Valentina Pillon, che ha pronunciato un discorso in inglese soffermandosi soprattutto sulle ricadute dell'investimento per il territorio.

«Questo centro riguarda prima di tutto le persone: posti di lavoro qualificati per ingegneri, tecnici e personale operativo, ma anche opportunità concrete per i giovani che desiderano costruire qui una carriera nelle tecnologie avanzate», ha sottolineato. L'obiettivo, nelle parole della prima cittadina, è che le competenze possano crescere insieme all'azienda.

«Ci auguriamo che ogni anno vengano formati nuovi talenti locali, facendo di Treviso un luogo in cui le professionalità non siano soltanto assunte, ma anche sviluppate». Un investimento che, ha aggiunto, può rafforzare anche il tessuto dei fornitori, le scuole e le università, collegando ulteriormente il territorio all'industria mondiale dei semiconduttori.

La storia

Dietro il nuovo stabilimento c'è una storia industriale che a Olmi comincia ben prima dell'arrivo della multinazionale americana. Le sue radici sono nella Baccini Spa, fondata nel 1967 dall'imprenditore Gisulfo Baccini, originario di Breda di Piave.

Partita dalle microtecnologie, l'impresa era diventata un riferimento internazionale nella costruzione di macchinari per la produzione di celle fotovoltaiche. Nel 2007 Applied Materials ha acquisito la Baccini, che tre anni dopo, nel 2010, è stata completamente integrata nel gruppo statunitense. Una continuità ricordata anche dalla sindaca durante la cerimonia. «La collaborazione con Applied Materials è stata autentica, dai primi anni della Baccini nel settore solare fino a questo nuovo centro».

 

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