Appalti bloccati, i Comuni si consorziano

CAPPELLA MAGGIORE. Caos appalti pubblici: manca la stazione appaltante provinciale e i piccoli Comuni sono bloccati con i lavori, questione di numeri. E se la Provincia non si muove, a muoversi...

CAPPELLA MAGGIORE. Caos appalti pubblici: manca la stazione appaltante provinciale e i piccoli Comuni sono bloccati con i lavori, questione di numeri. E se la Provincia non si muove, a muoversi penseranno sempre loro, i piccoli Comuni: organizzandosi in autonomia hanno avviato una vera e propria “secessione” amministrativa da Treviso. Ed anche dal capoluogo Vittorio Veneto, che vede sfumare la possibilità di divenire riferimento dei servizi dell’intero comprensorio, idea caldeggiata dalla giunta vittoriese. È così che, strigliando la Provincia e togliendosi il sassolino dalla scarpa, il sindaco Maria Rosa Barazza denuncia la situazione di blocco negli appalti delle amministrazioni ai piedi del Cansiglio e annuncia anche la soluzione già allo studio dei sindaci. Un consorzio per permettere ai Comuni prealpini di lanciare da soli gli appalti per i propri cittadini. «Attualmente non possiamo avviare gli appalti da soli. Sta andando bene perché non abbiamo scadenze dall’oggi al domani ma in questa situazione noi oggi saremmo fermi. Doveva pensarci la Provincia ma non se ne è saputo più nulla e nessuno si è mosso. Questo nonostante nella legge sia scritto che per i Comuni sotto i cinquemila abitanti sia necessaria una stazione unica appaltante di livello provinciale» spiega Barazza «Come sindaci stiamo quindi lavorando ad una centrale unica di committenza per Cappella Maggiore, Sarmede e Fregona. Non abbiamo altra scelta. Già dal primo aprile di quest’anno non abbiamo più la possibilità di seguire da soli appalti di importo superiore ai 40mila euro». I Comuni hanno così deciso di organizzarsi per via autonoma, nonostante il fatto che il testo di legge parli di stazioni provinciali.

Alberto Della Giustina

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