Antoniazzi arcivescovo di Tunisi «Sarò portatore di pace nell’Islam»

SAN POLO DI PIAVE. «Spero di essere un portatore di pace». Arriva dalla piccola frazione di Rai, in Comune di San Polo di Piave, il nuovo arcivescovo di Tunisi, una delle ultime nomine di Benedetto...
Di Francesco Dal Mas

SAN POLO DI PIAVE. «Spero di essere un portatore di pace». Arriva dalla piccola frazione di Rai, in Comune di San Polo di Piave, il nuovo arcivescovo di Tunisi, una delle ultime nomine di Benedetto XVI per una città strategica dell’Africa Settentrionale.

Si tratta di monsignor Ilario Antoniazzi, nato a Rai il 23 aprile del 1948, fino ad oggi prete del patriarcato di Gerusalemme e responsabile delle scuole cattoliche in Israele. Dopo aver frequentato l’istituto missionario San Pio X di Oderzo, dove si è formato un altro vescovo sampolese, monsignor Giacinto Marcuzzo, oggi a Nazareth, Antoniazzi è partito, come altri giovani della diocesi a quei tempi, per la Palestina, dove ha continuato la sua preparazione ed è entrato nel seminario minore di Gerusalemme a Beit Jala nel 1962 e nel 1965 in quello Maggiore. Il 24 giugno 1972 è stato ordinato sacerdote a Gerusalemme. Qui recentemente, nel 2011, è stato nominato dal Patriarca di Gerusalemme. monsignor Fouad Twal, direttore generale delle scuole del Patriarcato latino in Israele.

Per venti anni Antoniazzi ha svolto il servizio pastorale presso diverse sedi della Giordania, anche nellel zone desertiche, condividendo la vita dei beduini. Parla l’arabo e «si sente un arabo», come riferisce monsignor Pietro Mazzarotto, che all’epoca lo ha accolto in seminario. Un trevigiano-arabo molto sensibile al rapporto tra Cristianesimo e Islam. «Conosco molto bene i musulmani perché vivo in mezzo a loro da sempre», ammette il nuovo arcivescovo, «A parte certe persone estremiste, i semplici musulmani sono persone buone e ci si può capire facilmente con loro. Ho avuto anche io i miei problemi sia in Israele che in Giordania, però quando si ritorna al Corano per loro, ed al Vangelo per noi, credo che ci siano molti punti comuni sui quali ci si può mettere d’accordo».

«Con grande gioia abbiamo appreso la decisione di Papa Benedetto XVI di nominare il nostro caro don Ilario Antoniazzi vescovo della città di Tunisi»: così il vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, ha accolto la notizia della nomina. L’ordinazione episcopale avverrà a Nazareth, la mattina di sabato 16 marzo. «La scelta del Papa di affidargli la guida della diocesi di Tunisi è certamente un riconoscimento delle qualità personali e ministeriali di don Ilario, da tutti apprezzato per le sue doti personali e presbiterali e per la generosità e la competenza del suo ministero», aggiunge Pizziolo.

Un «abbraccio affettuoso a don Ilario» da parte del governatore Luca Zaia, per il quale la sua nomina «conferma ancora una volta il legame che il Veneto e i veneti hanno con la religione cristiana i cui valori, da sempre, sono profondamente radicati nelle nostre comunità e fanno parte dell’identità di chi vive in questi territori».

«Benedetto XVI», ha sottolineato Antoniazzi, «è sempre stato un punto di riferimento per me, per il suo insegnamento e per la sua umiltà. La sua rinuncia ha fatto aumentare in me il rispetto verso di lui, perchè ha mostrato davanti al mondo una dimensione di libertà interiore e soprattutto un'umiltà che è di esempio per molte persone».

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