Antennone della discordia: «Non si può fare nulla»
CAPPELLA MAGGIORE
Nuova antenna per i cellulari in via dei Paolin, nella frazione di Anzano. Sta scatenando la protesta dei cittadini il cantiere per la realizzazione di questa infrastruttura per la telefonia mobile da parte della società Wind Tre. «Non siamo contrari allo sviluppo tecnologico», hanno riferito gli abitanti della frazione, «ma siamo convinti che se, da un lato, vi è il diritto di un privato ad affittare il proprio terreno ai gestori telefonici, dall’altro c’è il diritto di tutti coloro che in qualsiasi modo possano essere danneggiati dalla presenza di una fonte potenziale di danno alla salute. Dovevamo essere consultati e informati su iniziative così impattanti. Questa nuova installazione ci ha colto di sorpresa».
I lavori, che si concluderanno entro poche settimane, sono stati autorizzati dall’Arpav e dagli altri enti competenti. «C’è una recente norma di legge che consente agli operatori telefonici di installare le antenne dove vogliono», allarga le braccia il vicesindaco Mariarosa Barazza, «Il Comune non può fare nulla. Sono state pagate le concessioni e la legge dà all’azienda la possibilità di installarle ovunque. Il Comune non ha più essun ruolo in quest’ambito, l’unica autorizzazione che è stata data da noi riguarda la compatibilità urbanistica. L’area è immersa nella campagna e non ci sono controindicazioni. Vengono classificate come opere di urbanizzazione primaria, la legge le ha equiparate a opere essenziali. E non possiamo farci nulla».
Solo poche settimane fa il Comune di Cappella Maggiore aveva presentato il piano antenne in collaborazione con altri Comuni. «Noi non possiamo impedire che le antenne siano installate», prosegue Barazza, «ma possiamo fissare dei paletti indicando le aree dove non si possono mettere. Il piano antenne è in fase di approvazione e siamo tra i primi in Italia. Si tratta di un’azione coordinata insieme ad altri dieci Comuni aderenti: sono stati individuati dei punti sensibili, per esempio in prossimità delle scuole e dove non si possono piazzare i tralicci . Il piano è stato depositato per le osservazioni. A marzo andrà in consiglio comunale per l’approvazione. L’unica cosa che potevamo fare l’abbiamo fatta».
Quello di Anzano non è certo l’unico caso di “battaglia delle antenne”. Ma con le regole approvate dal governo per i cittadini e i sindaci non c’è più modo per opporsi alla loro proliferazione. —
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