Andrea, il ricercatore che prevede i crimini

Il dottor Caoduro di Giavera ha fondato E-Crime: anticipa i reati monitorando le zone urbane a rischio

GIAVERA. I crimini si possono prevenire come nel film Minority Report grazie anche agli studi di Andrea Caoduro giovane criminologo originario di Giavera e residente a Volpago. Con il lavoro di Caoduro , 34 anni ricercatore presso l'università di Trento dove ha fondato con Andrea Di Nicola il gruppo di studio E-Crime, la polizia predittiva non è più fantascienza. Il progetto funziona grazie a un software elaborato dalla fondazione Bruno Kessler che utilizza una serie di sofisticati algoritmi sarà possibile infatti prevedere statisticamente dove, come e quando si verificherà un reato. E agire tempestivamente utilizzando al meglio le poche forze disponibili. Per la prima volta in Italia - dopo analoghe esperienze a Memphis, Los Angeles e Londra grazie alle quali si è arrivati fino alla riduzione del 31% della criminalità in un anno -, il gruppo di lavoro eCrime della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento, in collaborazione con la Questura locale ha messo a punto un modello matematico capace di anticipare il male prima che avvenga: è stato battezzato "eSecurity" ed è stato finanziato dalla Commissione europea, con un contributo di oltre 400 mila euro. «I crimini non avvengono in luoghi o tempi casuali» informa Caoduro. «Per esempio durante i giorni di pioggia avvengono meno furti in appartamento perché la gente tende a restare più a casa e tiene le finestre chiuse, mentre per i motivi opposti i topi di appartamento agiscono di più nelle belle giornate estive quando i centri cittadini sono deserti» spiega il ricercatore. «Mettendo insieme la banca dati delle forze dell'ordine assieme ai dati degli studi criminologici è possibile capire quali sono le aree più a rischio. Concentrando lì le forze disponibili si ottiene una forte diminuzione dei reati» continua Caoduro. «Questo modello si chiama predictive policing. Non può prevenire i delitti passionali come quello avvenuto a pochi giorni fa a Montebelluna, ma è molto efficace contro i furti e rapine. Può funzionare ovunque anche aTreviso, dove la criminalità è bassa, ma darebbe il meglio di se in luoghi dove i problemi sono più gravi come Roma e Milano» spiega il criminologo. «Se un'area è degradata, per poca illuminazione stradale, abbandono di rifiuti o altro, viene meno frequentata e lo scarso controllo sociale da parte dei cittadini incoraggia i malintenzionati. Con il nostro progetto è possibile individuare queste aree e i comuni possono rimuovere il degrado aumentando così il controllo sociale», conclude Caoduro.

Gino Zangrando

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