Agricoltori: «Soli contro la devastazione delle nutrie»

VEDELAGO. «Risarcimento dal Parco del Sile per i danni causati dalle nutrie? Ci hanno risposto che manderanno i cacciatori a sparare nei nostri campi». Antonella Seccafien, coltivatrice di Badoere, cerca di spiegare quanto elevati siano i danni che in continuazione subiscono le sue coltivazioni nel territorio tra Piombino e Vedelago e Morgano nel parco del Sile, acausa delle nutrie. «Mangiano, scavano, dissestano. Nei miei campi vicino al Munaron ho smesso di piantare mais, perchè ogni volta viene raso al suolo dalle nutrie affamate, inoltre i cunicoli e le tane che scavano sotto i campi creano dei dissesti importanti e più di una volta sono sprofondata con gli attrezzi agricoli», continua Seccafien, «L’anno scorso ho speso 300 euro in veleno che non ha risolto niente, contemporaneamente pago circa 800 euro al consorzio bonifica Dese Sile, perché almeno sfalci l’erba lungo le rive del fiume, cosa che impedirebbe la nidificazione delle nutrie, ma ovviamente, niente da fare. Devo sempre andare io a tagliare le sponde del Sile con i rischi che ne conseguono». È una vera epopea quella dei contadini, da soli contro le devastazioni prodotte dalle nutrie. «Ci dicono di sparare, ma io non ho un fucile e nemmeno voglio comprarmelo. Adesso mi è stato detto che il Parco del Sile ha munito di due trappole il territorio di Morgano per impedire la proliferazione di questi animali selvatici. Non credo possano essere tanto utili due gabbie per un comune come Morgano considerando che a me dovrebbero darne una decina per impedire questa apocalisse. Inutile star qui a parlare: siamo abbandonati da tutti».
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