Aeroporto, stop ai lavori Ca’ Sugana riapre i giochi

Il ministero blocca l’ampliamento del Canova: «Save pensi prima alla viabilità» Manildo è d’accordo: «Assurdo raddoppiare i voli, progetto da ridimensionare»
FERRAZZA TREVISO areoporto canova chiude per lavori pista agenzia fotografica fotofilm
FERRAZZA TREVISO areoporto canova chiude per lavori pista agenzia fotografica fotofilm

«Condivido la presa di posizione della commissione Via: prima di dare il via al masterplan dell’aeroporto Canova ci sono altri interventi da fare, come il miglioramento dell’attuale viabilità e delle misure di sicurezza dello scalo. È comunque assurdo pensare che l’aeroporto di Treviso, in 19 anni, possa arrivare a 29 mila voli all’anno. Sono troppi. Per tutti questi motivi, proporrò a Save un gruppo di lavoro per aprire finalmente una fase istruttoria sul futuro del Canova». Il sindaco di Treviso Giovanni Manildo commenta così la decisione presa dalla commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) del ministero dell’Ambiente di bocciare il già contestato previsto ampliamento dell’aeroporto Canova di Treviso con il conseguente aumento dei voli. La commissione Via ha così, forse definitivamente, affossato il grande progetto di Save (società veneziana che gestisce il Marco Polo ma comanda anche l’AerTre, la società che gestisce il Canova) relativo all’ampliamento dello scalo trevigiano, destinato entro il 2030 a raddoppiare i voli annui, che oggi sono a quota 16 mila. E che arriverebbero a 29 mila. Un mega-progetto, il masterplan di Save, che costerà 130 milioni di euro per lo sviluppo strategico, ha detto Save, dell’aeroporto di Treviso per i voli a basso costo. Eppure venerdì scorso la commissione Via è stata netta, bocciando il masterplan: prima di mettere mano a progetti faraonici, questa è la sostanza del messaggio della commissione, bisogna pensare a migliorare le condizioni dell’attuale aerostazione, ossia l’attuale sistema viario di accesso e i parcheggi, quotidianamente congestionati, ma anche i sistemi di sicurezza.

Tenendo anche conto che manca ancora il necessario piano di rischio dell’aeroporto. Insomma: prima va sistemato l’esistente, anche per quanto riguarda la tutela del Parco del Sile, nel quale in parte lo scalo rientra; poi si potrà prendere in considerazione, forse, l’ampliamento dello scalo. Una bocciatura, quella della commissione Via, che ha lasciato di stucco i vertici di Save, il presidente Enrico Marchi in testa, che ha però detto: «Questo è il parere del ministero dell’Ambiente. Ma il ministero dell’Ambiente non può decidere su tutto. Mi riservo comunque di vedere le carte per poi fare le opportune contromosse». Ma ora Save ha di fronte due strade: o insistere sul Canova oppure girare l’attenzione e i finanziamenti su un altro aeroporto, magari quello di Verona...

Canta intanto vittoria il Comitato Aeroporto di Treviso, da sempre sulle barricate contro l’ampliamento dello scalo: «La commissione Via ha bocciato l’ampliamento dell’aeroporto Canova di Treviso», dice l’ambientalista Dante Faraoni, «La lotta del nostro comitato, sostenuta da Legambiente Treviso e Italia Nostra ha prodotto un risultato importante». Ma anche la nuova amministrazione comunale di Treviso, il centrosinistra guidato da Giovanni Manildo, pianta subito dei paletti: «È giunta finalmente l’ora che il Comune di Treviso prenda una posizione netta sulla questione dell’ampliamento dell’aeroporto, cosa non fatta fino a ora», dice il sindaco Manildo riferendosi ai precedenti inquilini leghisti di Ca’ Sugana, «Per questo vogliamo aprire una istruttoria, attraverso un gruppo di lavoro formato da esponenti del Comune e di AerTre e Save. Ma, lo ripeto, un raddoppio dei voli al Canova mi sembra improponibile già da ora».

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