Aeroporto e prefetto si torna in tribunale
Il comitato torna in tribunale contro l’aeroporto Canova, contro il numero di voli, contro la mancanza di una documentazione che certifichi la piena operatività dello scalo trevigiano ma anche contro il prefetto che nei giorni scorsi si è schierato dalla parte di Aertre benedicendo – di fatto – il prosieguo dell’attività e dei voli «nonostante manchino ancora autorizzazioni e le concessioni».
Il ricorso è già pronto, verrà depositato nel giro di una settimana e raccoglierà le firme dei membri del comitato, «ma anche quelle di molti altri fronti della vita cittadina». Sarà un fronte compatto, fatto di associazionismo e comitati. «Ci hanno costretti a tornare in tribunale», dice Dante Faraoni, rappresentante del comitato contro l’aeroporto Canova, «si potevano evitare le aule e gli avvocati, avrebbe potuto evitarle Aertre e anche il prefetto, hanno deciso di fare altrimenti. Vedremo a chi dà ragione la legge».
Il comitato, a suo dire, gioca già con l’asso nella manica visto che «i documenti e le autorizzazioni oggi certificano un numero di voli che è stato già ampiamente superato nei fatti dal’attività dello scalo. Ed è anche per questo che l’atteggiamento del prefetto è assurdo e le sue parole inverosimili. Un’autorità come la sua non può rivolgersi ai cittadini con i “sembrerebbe”, permettendo che l’aeroporto continui a sforare il limite di facendo riferimento a procedure di autorizzazione che non sono ancora state approvate». Secondo il comitato: se non ci sono nuove regole, valgono sempre e solo le vecchie.
Ma l’associazione che si batte per il controllo e la limitazione dell’attività dello scalo solleva anche un altro dubbio velenosissimo: «Se oggi non ci sono autorizzazione che giustifichino tutti questi voli oltre il limite, se succede qualcosa chi paga? L’assicurazione? Aertre? Pagherebbero certamente i cittadini, al solito. È per questo che in tutta questa situazione il prefetto, che dovrebbe rappresentare lo Stato, oggi si sta ponendo a favore di qualcuno. Il suo atteggiamento è di parte» tuona Faraoni, «si privilegiano sempre i poteri forti. E l’ha già dimostrato quando decise di non sospendere i lavori sulla pista dopo la sentenza del Tar».
In attesa della presentazione del nuovo ricorso, intanto, si studiano quello che dovrebbe essere il nuovo piano di decollo e atterraggio dello scalo. Quello che prevede movimenti anche sui tetti di Treviso.
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