Addio immigrazione Oderzo perde abitanti «Possiamo fare poco»
ODERZO
Sono 154 i residenti che Oderzo ha perso nell’arco del 2020, primo anno di pandemia. Un calo drastico, ma che probabilmente non risente del tutto degli effetti dei lockdown e delle chiusure. Prosegue un calo iniziato già nel 2019, quando i residenti erano calati di 38 unità.
I 154 che mancano all’appello sono il dato allarmante contenuto nel Documento unico di programmazione 2022-24 che il consiglio comunale ha valutato nei giorni scorsi. Rispetto all’anno precedente, nel 2020 le morti non sono aumentate più di tanto, passando da 238 a 247. Quelle che hanno fatto la differenza sono state le nascite, crollate in maniera minacciosa dalle 160 del 2019 alle 127 del 2020. Il saldo naturale (la differenza fra nascite e morti) alla fine di due anni fa è stato così pesantemente negativo, toccando quota –120.
Ma stavolta il saldo migratorio (la differenza fra chi stabilisce la residenza in città meno quelli che se ne vanno) non è stato positivo, cosa che nel 2019 aveva assicurato almeno 40 residenti in più da aggiungere a un saldo naturale che già presentava un –78. Nel 2020 sono andati via da Oderzo 612 cittadini (a fronte dei 658 del 2019), ma ne sono arrivati 578 invece dei 698 del 2019: anche il saldo migratorio è stato quindi negativo, di 34 unità.
Questi non sono solo numeri: i 154 residenti in meno fra 2019 e 2020 sono altrettante persone che non usufruiscono più dei servizi a disposizione in città, che non fanno più la spesa a Oderzo e che non contribuiscono più alla vita cittadina. Insomma, non è un problema solo per il gettito Irpef che entra in Comune: è un problema per tutta la vita della città.
Ne è consapevole la sindaca Maria Scardellato, che però evidenzia i margini stretti entro cui può operare un’amministrazione comunale: «Sono fenomeni estremamente complessi che i Comuni possono combattere con armi spuntate. Qualunque altra questione è superflua rispetto a quella del calo demografico, come sosteneva già l’ex vicesindaco Vincenzo Artico. Questo è un problema culturale e Oderzo può fare poco: la risposta deve arrivare da più in alto», sostiene il primo cittadino.
Dopo i 15 mila euro stanziati per aiutare le famiglie per le spese di asili e asili nido, il Comune sente di non poter fare molto altro: «I soldi non sono molti e per le famiglie la questione, appunto, non è solo economica. È preoccupante anche il saldo migratorio: spesso i ragazzi viaggiano e studiano all’estero, poi si fermano fuori perché trovano più opportunità. Se sono felici così è giusto che lo facciano, ma è un problema», conclude la sindaca. —
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