Addio a “England” Ferrero, il portalettere punk-rock

Marcello Ferrero, cresciuto a San Zeno in una famiglia di atleti e talenti, era portalettere, in servizio a Ponzano, anche se dopo la malattia era in ufficio

Se n’è andato «England». A soli 60 anni, stroncato da un male inesorabile ai polmoni, contro cui aveva saputo lottare e pure riprendersi. Ma alle amatissime sigarette non ha mai voluto rinunciare.

Marcello Ferrero, cresciuto a San Zeno in una famiglia di atleti e talenti, era portalettere, in servizio a Ponzano, anche se dopo la malattia era in ufficio. Ha attraversato piazza di Treviso e mondo musicale, sport e politica, festival e feste, cultura e lòocali. E poi il cinema: cinefilo di primissimo ordine, pochi come lui potevano vantare una cultura così vasta e senza dogmi

La leggenda vuole sia stato il primo «punk» di Treviso, alla fine degli anni ’70. Gli amatissimi Sex Pistols, l’inconfondibile look e la cultura antagonista:un amore a prima vista nel suo soggiorno londinese - ante Erasmus – per preparare la tesi di laurea in scienze politiche a Padova. Incentrata sull’economia inglese di quegli anni. E da allora, per tutti, era diventato «England».

Una vita, la sua, sempre all’insegna dell’aggregazione, della condivisione, dell’energia del rock. Schierata a sinistra in politica, da assoluto e irriducibile «cane sciolto», visto anche il suo background: le prime esperienze in Democrazia Proletaria, poi la scelta di Rifondazione Comunista, con cui si candidò alle comunali del 1994, quando il partito sfiorò il 7%).

«Si faceva benvolere da tutti, aveva un carattere bellissimo, era intelligente e molto colto », dicono gli amici affranti. Dopo l’amore per calcio e basket – è stato arbitro di calcio, era habituè sugli spalti di Tenni e Palaverde – negli ultimi anni era stato folgorato dal rugby. «Marcello è stato uno dei personaggi più coraggiosi e irriverenti della piazza», dice chi lo conosce da vecchia data. Fino all’ultimo, ha voluto stare sul pezzo.

Lascia i fratelli Gabriele, campione italiano di mezzofondo, e Carlo Alberto, anch’egli mezzofondista, le cognate, gli adorati nipoti. Il commiato laico si terrà sabato, con cerimonia civile e rinfresco. Lui, spirito libero, avrebbe voluto così.

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