Accoltellamento in piazza dei Signori, l’ira di Conte: «A Treviso di gentaglia non ne voglio più sapere»

Il sindaco di Treviso Mario Conte interviene dopo l’aggressione avvenuta ieri sera in Piazza dei Signori: «Servono maggiore severità, pene certe e una linea durissima nei confronti di chi delinque e torna a farlo»

Il sindaco Mario Conte
Il sindaco Mario Conte

«Sono stanco. Ora basta». Il sindaco di Treviso Mario Conte interviene dopo l’aggressione avvenuta sabato sera in piazza dei Signori, dove un giovane è stato accoltellato al fianco. Per il tentato omicidio la polizia ha arrestato un 18enne gambiano, già noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti.

Ed è proprio sui trascorsi del giovane che si concentra l’intervento del primo cittadino. «Di fronte a episodi come quello avvenuto ieri sera in piazza dei Signori mi chiedo come sia possibile che una persona gravata da numerosi precedenti di polizia e penali sia ancora libera di girare e tornare a delinquere».

«Servono pene certe»

«Purtroppo si rischia di cadere nel già detto, nel già affermato», afferma Conte. «E sapete perché? Non perché il sindaco ripete sempre le stesse cose o per il singolo episodio, che resta grave e inaccettabile, quanto per ciò che emerge dal suo contorno. Ancora una volta ci troviamo di fronte a una persona già nota alle forze dell’ordine e con alle spalle numerosi precedenti. E allora è inevitabile chiedersi: perché era ancora nelle condizioni di poter commettere altri reati?».

Secondo quanto riferisce il Comune, il giovane individuato come presunto responsabile dell’aggressione risulterebbe gravato da precedenti di polizia e penali per lesioni personali aggravate, rapina aggravata, rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, oltre a diverse sanzioni amministrative.

Accoltellato in piazza dei Signori davanti alla fidanzata: arrestato un 18enne per tentato omicidio
La polizia in piazza dei Signori dopo l'accoltellamento

«Il punto è esattamente questo», prosegue Conte. «Lo dico da tempo e continuerò a ripeterlo: serve maggiore severità nei confronti di chi delinque e soprattutto di chi torna a farlo. Servono leggi più dure e pene certe. Chi dimostra ripetutamente di non rispettare le nostre leggi e mette a rischio l’incolumità degli altri deve sapere che le conseguenze saranno serie e concrete. Io però a Treviso di gentaglia non ne voglio più sapere».

«Linea durissima»

Il sindaco torna poi sul tema dell'allontanamento degli stranieri che commettono reati. «Chi viene in Italia e sceglie di delinquere deve essere allontanato dal nostro Paese dopo aver risposto delle proprie azioni davanti alla giustizia. Non possiamo continuare ad assistere a persone con una lunga serie di precedenti che tornano ciclicamente a rendersi protagoniste di episodi di violenza».

«Su questo – aggiunge il primo cittadino – dobbiamo avere una linea non dura, durissima. Perché tutelare la sicurezza significa prima di tutto tutelare le persone perbene, le famiglie, i giovani, chi lavora e chi ogni giorno rispetta le regole».

Conte sottolinea anche il lavoro svolto dalle forze dell’ordine, che dopo l’aggressione sono riuscite a individuare e arrestare rapidamente il presunto responsabile. «Le Forze dell’Ordine fanno un lavoro straordinario e spesso riescono a individuare e fermare rapidamente i responsabili. È necessario però che a questo enorme lavoro corrispondano strumenti normativi e conseguenze giudiziarie capaci di impedire che chi delinque abitualmente possa continuare a farlo».

L'appello contro le strumentalizzazioni

Infine l’invito a non trasformare quanto accaduto in uno scontro politico. «Sappiamo chi è stato individuato, conosciamo la sua provenienza e i suoi trascorsi. L’impegno delle istituzioni deve essere quello di lavorare insieme e non di tirare acqua a questo o quel mulino. Su sicurezza e legalità serve responsabilità».

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