A Treviso più turisti, ma spendono meno: anche gli stranieri in crisi

Treviso è al terzo posto in Veneto per crescita del turismo. La spesa media per transazione, però, è in calo

Turisti in centro a Treviso
Turisti in centro a Treviso

Cresce il turismo estivo anche grazie alle imprese artigiane, ma scende la spesa pro capite. Treviso tra giugno e settembre 2025 ha raggiunto 900 mila presenze, con una crescita del 6,2% rispetto all’estate precedente, e 422 mila arrivi, più 5,6%. Dati che collocano la provincia al terzo posto in Veneto per crescita del turismo, contro le medie regionali del 3,9% per le presenze e più 4% per gli arrivi.

«Bene presenze e arrivi», fa notare Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «ma oggi dobbiamo guardare con altrettanta attenzione a un altro indicatore: quanto valore economico il turista lascia sul territorio. La spesa media per transazione è passata da circa 48 a 44 euro e quella dei turisti stranieri è diminuita del 10,4%. Per questo l’Associazione sta portando avanti il progetto “Vie Maestre” per promuovere il turismo lento ed esperienziale, con protagonisti i paesaggi e le botteghe artigiane. Sono diversi e articolati i comparti artigiani in provincia interessati al flussi turistici, arrivando a intercettare esigenze diverse dei turisti».

In provincia le imprese artigiane coinvolte direttamente nella domanda turistica sono 2.771, il 13% del totale delle imprese artigiane, con 10.366 addetti impiegati. Sul gradino più alto del podio si collocano il manifatturiero e i servizi, con 643 imprese, a seguire l’abbigliamento e le calzature (612), l’agroalimentare (447), ristoranti e pizzerie (362), bar, caffè e pasticcerie (241), trasporto persone (219), prodotti editoriali (189) e le imprese che propongono attività ricreative, culturali e di intrattenimento (58).

La componente straniera rappresenta il 73% degli arrivi e il 75% delle presenze, con incrementi rispettivamente del 6,1% e del 6,3%. In Veneto, nel 2025, la spesa dei turisti stranieri si attesta a 6,3 miliardi di euro incidendo per il 3,1% sul Pil regionale. In discesa, invece, gli arrivi dei turisti italiani (- 1,3%) e le presenze (-2,6%), con cali anche più marcati rispetto all’estate 2023. Il 45,3% della spesa è destinata all’alloggio, seguita dai ristoranti (24%), dallo shopping (16%), dai trasporti (9,5%) e da altri servizi (5,3%).

«Un turismo forte non è soltanto quello che porta visitatori», sottolinea il presidente Armando Sartori, «ma quello che attiva tutta la filiera e genera opportunità per le imprese che vivono e lavorano nelle nostre città, nei nostri borghi e nelle nostre località turistiche. «Con il progetto “Vie Maestre” stiamo allargando a 360 gradi la prospetti di coinvolgimento dell’artigianato nell’esperienza turistica. Grazie alle molteplici proposte che l’artigianato mette in campo puntiamo a trasformare la visita al territorio in un’occasione di incontro diretto con i luoghi di produzione, le competenze professionali e le identità locali».

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso