A Treviso alberghi esauriti e artisti rifiutati: «Sul turismo serve cambiare marcia»

TREVISO. «Ci riempiamo la bocca di “turismo”, l’asta del Sile e la Restera sono sulla copertina delle riviste di settore, ma io le ho provate tutte e di prenotare 18 camere per gli artisti di Restival non se ne parla: ho trovato tante porte chiuse». La denuncia è di Roberto Stefani, organizzatore di Restival, festival lungo il Sile, a Casale, che dal 18 al 22 luglio porterà nella Marca artisti e musicisti. Il problema, secondo Stefani, è doppio: da un lato poche camere libere, dall’altro la volontà di affittare quelle rimaste ai clienti “business”, che si fermano per più tempo e non per una sola notte. «I turisti ci sono, mancano i servizi per convincerli a restare».
La “missione” degli organizzatori era di non disperdere troppo gli artisti in giro per la Marca, facendoli alloggiare tutti nei paesi del Sile. Alcuni degli artisti arrivano da Inghilterra e Spagna. Altri sono nomi noti del mondo dello spettacolo: Leonardo Manera, Achtung Babies, Ember. «Vengono per il festival ma qualcuno si sarebbe fermato qualche giorno in più, ci sembrava una bella occasione per far conoscere il nostro territorio. Sono stati gli stessi spettatori delle precedenti edizioni a darci qualche suggerimento sui posti da visitare e le strutture in cui alloggiare. Non ci siamo riusciti, abbiamo dovuto allontanarci da Casale e dal Sile e andare verso Mestre e Mogliano».
Certo, in molti casi - complice il periodo estivo e il trend di crescita di Treviso città e dintorni - le camere dei bed and breakfast erano, semplicemente, esaurite. Ma in molti altri gli artisti sono stati a tutti gli effetti rifiutati. «Mi è capitato di chiamare strutture che avevano posti liberi» continua Stefani, «ma quando ho specificato che si trattava di persone che si sarebbero fermate per una o due notti soltanto, la disponibilità è sparita. Ci sono gli operai dei cantieri e i rappresentanti che possono prenotare per una settimana intera: qualcuno mi ha detto esplicitamente che preferisce questo tipo di clientela. Va benissimo, sono scelte personali, ma allora mi chiedo: perché ci riempiamo la bocca parlando di turismo, se poi vengono preferiti i clienti “business”?». Un aspetto, questo, riconosciuto anche da Federalberghi: nella Marca i b&b sono nati e cresciuti per i rappresentanti, ora si chiede loro un cambio di mentalità e non tutti sono pronti, nonostante presenze e arrivi siano in forte crescita.
La protesta di Stefani è condivisa da altri suoi colleghi: «In questo momento il turismo che può offrire il Sile è solo mordi e fuggi» spiega un altro esercente di Casale, «esiste una vasta offerta di ospitalità alberghiera ma è sicuramente più votata al business. Anzi, i prezzi sono sotto la media proprio per attirare aziende e commerciali, più che turisti stranieri». Chiosa finale dell’organizzatore di Restival: «Casale e gli altri Comuni del fiume non hanno alcun collegamento: non c’è il treno, non c’è un autobus per l’aeroporto o per la stazione più vicina, non ci sono taxi né noleggio auto. Ma davvero pensiamo di far crescere così il turismo lungo il Sile?».
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