A Treviso 50 anni fa nasceva la prima Dialisi il ricordo “al Bolognese”
Nel dicembre di 50 anni fa veniva avviato, al Ca’ Foncello, il dipartimento di Nefrologia e Dialisi. E proprio per ricordare questo avvenimento medici e infermieri - presenti nel dipartimento fin dalla sua nascita - si sono incontrati giorni fa al ristorante Bolognese di Preganziol. All’iniziativa ha presenziato il nuovo primario, professor Nordio. Un incontro organizzato dal dottor Francesco Antonucci, già primario di Nefrologia e Dialisi al presidio ospedaliero di Feltre e da Graziano De Biasi. I tanti pazienti, con un messaggio, vogliono rendere omaggio al dipartimento: «Noi persone dializzate, sottoposte cioè a questa pesante terapia e i trapiantati di rene desideriamo esprimere pubblicamente profonda gratitudine. La nostra riconoscenza è rivolta particolarmente all’avvocato Vittorino Pavan, presidente per lunghi anni dell’ospedale di Treviso, e ai suoi collaboratori. Non possiamo altresì dimenticare l’impegno generoso e intelligente del dottor Domenico Stellini, ex direttore sanitario. Non era facile, in quegli anni, quando si parlava di dialisi, capire quanto sarebbe stato importante questo servizio per il territorio. L’equipe, arrivata dall’ospedale universitario di Padova, era composta da persone qualificate come il professor Ciro Dalla Rosa, in qualità di primario, Antonio Da Porto, Francesco Antonucci e Carlo Bocci, che oggi purtroppo non è più tra noi come Gilberto Calconi, uomo che impegnò tutta la sua professionalità e competenza nell’avviare assieme ad Antonucci il Centro trapianti renali. Questa è stata la squadra che ha dato il via a un’era importante, nel nostro ospedale e non solo. Ricordiamo il professor Giorgio Massera, primario della Rianimazione, uomo di grande umiltà e di grande professionalità che collaborò e diede il via ai prelievi d’organo a Treviso. Assieme al suo nome va ricordato il primo prelievo di cuore donato da Francesco Busnello, che ha a sua volta permesso il primo trapianto di cuore in Italia, eseguito dal professor Gallucci. Tutto ciò ha dato il via a una stagione di grande impegno professionale nei prelievi e nei trapianti ed è stato possibile grazie a quella persona, che noi pazienti stimiamo e a cui rivolgiamo tutto il nostro affetto, il professor Ciro Dalla Rosa, che è stato l’anima di questo progetto realizzato con il professor Massera, il professor Tommaseo Ponzetta, Bruschi e poi il professor Gaetano D’Ambrosio. Non ultima la nostra gratitudine va al Servizio Sociale per l’Emodialisi, che proprio Dalla Rosa ha voluto al nostro fianco; ma anche all’Aido». —
La.Si.
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