A Santa Lucia il medico avvisa i pazienti in dialetto

SANTA LUCIA. Il dialetto diventa la lingua sui social network per comunicare la chiusura del suo studio medico. Il sindaco Riccardo Szumski stamattina non potrà ricevere i suoi pazienti nel suo ambulatorio di via Martiri della Libertà. Ieri ha utilizzato Facebook per dare l’avviso: «Marti 30 el studio resta sera’. Se ve urgenze ande’ da i altri dotori. Se no torne’ mercoe».
L’insolita comunicazione del sindaco venetista convinto è apparsa alle opposizioni come l’ennesima provocazione del primo cittadino, da sempre vicino ai movimenti indipendentisti. «Una persona che rappresenta la massima carica istituzionale del paese e che svolge un incarico pubblico di notevole rilievo sociale, credo che dovrebbe mantenere una certa forma e serietà da trasmettere ai cittadini – afferma il capogruppo di Vivere bene Santa Lucia, Luca Castellaz - il messaggio, peraltro postato come vanto, non ritengo rispetti queste due minime e semplici caratteristiche. La lingua utilizzata da chi svolge incarichi pubblici dovrebbe essere quella ufficiale. Le provocazioni continuano, probabilmente sempre a sfondo propagandistico».
Già durante la fiera di Santa Lucia il sindaco aveva deciso di affiancare all’italiano il dialetto, nella cartellonistica. Forse il primo cittadino ha voluto anche in questo modo lanciare il “Corso di Veneto” che si svolgerà prossimamente a Santa Lucia. Lunedì 5 febbraio alle 20.30 nella biblioteca è stato fissato un incontro pubblico su: “Lingua Veneta, lingua Italiana, due lingue a confronto”, organizzato dalla “Accademia de la bona creansa” e “Accademia de la lengua Veneta”. Saranno presentati i corsi di dialetto che inizieranno la settimana successiva, con il patrocinio del Comune di Santa Lucia e della Provincia di Treviso. Un’iniziativa destinata a fare discutere.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








