Hip hop sotto la Loggia «Non siamo baby gang»

Sabato l’iniziativa in risposta alle polemiche sull’occupazione della piazza «Spiegheremo ai trevigiani perché ci incontriamo per ballare insieme»
Di Alessandra Vendrame

Balli a ritmo di hip hop all’ombra dell’antica Loggia dei Cavalieri per dimostrare che non tittui i ragazzi possono essere considerati baby gang. Una risposta alla foto pubblicata su facebook che ritraeva un gruppetto di sette ragazzi di colore, chi in piedi con le mani in tasca, chi seduto intento a chiacchierare e diventata icona di una città ostaggio di una gioventù. «L’edificio più rappresentativo del centro storico esclusivamente occupato dalle baby gang. Cittadini e turisti sviano, tenendosi alla lontana», aveva scritto domenica sera la consigliera della Lega Nord, Petra De Zanet pubblicando anche una foto. Insieme allo scatto sono iniziati i commenti: a tratti anche con toni razzisti (“I trevigiani non devono vederli altrimenti prendono paura”) e a momenti sotto scacco dei peggiori timori, al punto da sfiorare l’offesa: «Devono nascondersi, sono insopportabili», dichiara un altro trevigiano.

Ma se intorno alla foto pubblicata su facebook dalla consigliera della Lega Nord la piazza virtuale ancora mormora, un gruppo di una decina di giovani, abituali frequentatori della loggia, si è incontrato lunedì sera all’ombra dell’oratorio sotto la chiesa di San Martino, pronti nient’altro che a rimboccarsi le maniche per far posto alle danze al passo con i tempi: hip hop, break dance, jerkin. Ritmi delle metropoli americane che galoppano in fretta anche a Treviso.

Ragazzi trevigiani o figli di immigrati stranieri poco importa quando si gioca per una partita comune. Sul tavolo l’impegno dei prossimi giorni: organizzare per filo e per segno l’evento “Ragazzi incredibili”, in programma sabato pomeriggio sotto la loggia. Loro mettono le idee e le braccia per dare vita alla festa danzante. Dietro “la regia” di un progetto educativo, abbracciato dagli operatori di strada a servizio delle parrocchie insieme agli educatori dell’Uls 9. Così tra le musiche da scegliere e la programmazione sul da farsi, l’occasione per rispondere a chi grida “al lupo al lupo” non manca: «La gioventù odierna non è solo degrado. C’è qualcosa di sano in ognuno di noi ed è il momento di urlarlo», scrivono sul profilo facebook dedicato all’evento Alberto, Sofia, Ignaky, Vladi, Melissa, Giulia, Brian.

Tutti insieme provano a vederci chiaro dietro “l’allarme rosso”, da città sotto assedio, finito su facebook: «Quella signora li ha chiamati baby gang, ma erano lì per incontrarsi e parlare». E aggiungono: «Hanno solo visto un pezzettino di quello che succede in Loggia. E lo hanno interpretato nel modo sbagliato. Discriminano i ragazzi senza conoscerli». Quanto al fuggi fuggi di turisti e trevigiani impauriti, i ragazzi del gruppo delle danze rispondono: «Hanno scritto che mettiamo paura e invece ci sono stati turisti che ci hanno ripreso proprio mentre ballavamo sotto la Loggia». Sabato sotto l’antica loggia, con l’intento di far incontrare per diletto i cittadini a prender parola saranno i ragazzi e le loro odierne danze: «Spiegheremo ai trevigiani perché ci incontriamo per ballare insieme». «C’è bisogno di dare maggiore attenzione alle politiche giovanili», spiega Enzo Lattanzio, educatore dell’Uls 9. All’iniziativa è invitata anche Petra De Zanet che parteciperà: «Sarà un’occasione di dialogo».

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