«Lo stadio andrà fuori dal centro rifare le stazioni e lo scalo Motta»

Lo stadio Tenni altrove, fuori città, la vicina area Motta riqualificata come tutto l’ambito ferroviario nei pressi della stazione centrale e della stazionetta di SS Quaranta. Il futuro urbanistico di Treviso parte dai compendi ferroviari, quelli sui quali si è concentrata l’attenzione dell’assessore all’Urbanistica di Treviso Paolo Camolei che con l’adozione del Pat appena avvenuta in Consiglio (ll’approvazione definitiva avverrà a breve), disegnando la Treviso futura, quella che «attraverso la nuova pianificazione permetterà al capoluogo di cambiare radicalmente connotati aprendosi a una nuova vivacità, nuove idee, nuovi spazi».
Se l’elemento cardine del Pat è infatti «riempire e riqualificare i vuoti» diminuendo drasticamente le volumetrie edificabili, un altro elemento chiave del piano di sviluppo della città è il completo ripensamento di aree di servizio oggi semi inutilizzate, degradate, anonime.
«Abbiamo deciso di tagliare oltre 1 milione di metri cubi di nuovo cemento per permettere a Treviso di respirare», dice l’assessore all’urbanistica, «e concentrare lo sviluppo su spazi e immobili esistenti. Ma credo che sia necessario intervenire subito per dare soluzioni alle criticità fondamentali oggi rappresentate dallo stadio, dall’area della stazione centrale, dallo scalo Motta e dalla zona ferroviaria all’Appiani». Secondo Camolei, tutti e quattro gli ambiti vanno «radicalmente ripensati». Non solo idee, ma interventi concreti che l’assessore intende portare a dama entro la fine del mandato.
Ora che l’ampio e apparentemente insormontabile scoglio della pedonalizzazione del centro storico sembra essere stato superato (venerdì l’ok definitivo in consiglio comunale), in giunta c’è fiducia e voglia di macinare novità. E in attesa che si apra il grande dibattito sull’aeroporto e l’eventuale sviluppo del’area adiacente (in settimana la formazione di un gruppo di progettazione interno all’amministrazione) Camolei allarga lo sguardo alla ferrovia.
Il Pat parla nettamente della metro di superficie, o del tram, che potrebbe collegare Motta-Stazione-SS.Quaranta-aeroporto. Ma prima del trenino devono arrivare i piani di sviluppo e Camolei non vuole perdere tempo. «Lo Scalo Motta, a due passi dalla città, deve trovare nuova vocazione e così il Tenni. È anacronistico uno stadio lì dov’è ora. Le due aree devono diventare un tutt’uno con una identità ben diversa da calcio o treni». Non a caso c’è l’ipotesi di un trasferimento al posto dell’ex caserma Serena, che Treviso e Casier hanno chiesto al Demanio proprio con l’intenzione di farla diventare area a servizio della collettività. «Il trasloco dello stadio, oltre che giusto, è imprescindibile se si vuole riqualificare l’area. E così per il nodo stazione centrale dove gli immobili vuoti di poste e ferrovie devono lasciare spazio ad altri usi». Le bozze dei progetti ci sono già: parco e servizio per l’area Motta-Stadio, stazione delle corriere e nuovi collegamenti Centro-S.Zeno per la zona stazione. «E così deve avvenire per la stazionetta, che deve diventare un’area di sfogo per il quartiere Appiani e San Giuseppe».
Obiettivo è portare la tavolo della trattativa «nel più breve tempo possibile tutti i soggetti interessati ai progetti» dice Camolei. «È tempo di dare nuovo respiro a Treviso, è tempo di fare cambiamenti importanti e per farlo bisogna avere il coraggio di prendere il toro per le corna. E lo faremo». A Ca’ Sugana ci si muove già nella speranza di archiviare la pratica Pat come “fatta” per gennaio 2015.
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