Così sarà il registro delle coppie di fatto

La maggioranza discute la bozza di regolamento comunale: legame riconosciuto per l’assistenza ospedaliera e carceraria
PASSERINI TREVISO MANIFESTAZIONE CONTRO GENTELINI PER FRASI CONTRO GAY AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM
PASSERINI TREVISO MANIFESTAZIONE CONTRO GENTELINI PER FRASI CONTRO GAY AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM

Si chiameranno unioni civili, saranno certificate da un apposito registro. Eterosessuali o omosessuali, purchè «tra due persone maggiorenni», legate da «vincoli affettivi», «coabitanti e che abbiano dimora abituale sotto lo steso tetto».

Nasce a Treviso il regolamento che consentirà, un domani, di registrare agli uffici comunali sia le coppie gay o lesbiche, ma anche ogni altro legame eterosessuale o di altra natura, purchè di conviventi, (requisito che sarà verificato): il registro li impegna all’assistenza morale e materiale del convivente. È stato presentato ieri alla maggioranza non esente da discussioni. E non tanto perché la materia suscitasse le ire dei moderati e dei cattolici: è stato ribadito come il registro fosse parte del programma elettorale a suo tempo sottoscritto da tutte le liste di Treviso Bene Comune. Critiche sulla tempistica: l’assessore Cabino vuol portare il registro al prossimo consiglio, altri , e non solo i moderati, frenano e chiedono tempo. C’è chi non ha gradito l’espressione «omosessuale» contenuta nel regolamento, e ha invocato una revisione del testo. E chi chiede di riscrivere la premessa giuridica che si richiama alla sentenza della Corte Costituzionale del 2012 e alle norme Ue che tutelano ogni forma di convivenza e condannano le discriminazioni basata sul sesso. Fra chi ha espresso malumori per la metodica, Adriano Bozzo, di Per Treviso: «Penso ci siano altre priorità su cui lavorare, e aspetti su cui l’amministrazione ha piena potestà, in questa materia quasi tutto dipende dalle leggi nazionale», ha detto.

Torniamo al regolamento. I partner di queste coppie sono considerati «parente prossimo del soggetto con cui si è iscritto»: assicurati ai conviventi sia l’assistenza ospedaliera che l’ingresso in carcere, oggi non riconosciuti. Il regolamento impegna lqa giunta, con gli opportuni atti,ad equiparare di fatto delle nuove coppie per le graduatorie per le case popolari, per le disposizioni testamentarie, ma anche in altri settori: welfare, scuola, diritti e partecipazione, trasporti, sport e tempo libero.

E prevede la cancellazione nel momento in cui cessi la convivenza o la coabitazione, o su richiesta di uno o di entrambi i partner, con provvedimento amministrativo. Se lo chiede un partner, l’altro verrà avvisato dal Comune.

Ma è molto convinto anche il fronte dei sostenitori tout court del provvedimento, guidato da Michela Nieri (Pd): «Ci sono già 160 comuni in Italia che adottano questo regolamento, il problema di tutelare le coppie omosessuali è reale. e oggi ci sono numerose coppie di donne che allevano figli nati da precedenti matrimoni, ad esempio». Il registro, infine, non interferirà con l’anagrafe nè con lo stato civile, nè con il diritto di famiglia o altre norme civilistiche.

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