Rifiuti inquinanti: i Mestrinaro vanno a processo

Finiranno davanti al giudice il prossimo 18 aprile i titolari Lido e Sandro Mario, l’addetto alla sicurezza oltre all’ad di Adriatica Strade
ALLEGRANZI ZERO BRANCO INTERVENTO CARABINIERI SETTORE AMBIENTE ALLA DITTA ''MESTRINARO'' IN VIA BERTONIERA
ALLEGRANZI ZERO BRANCO INTERVENTO CARABINIERI SETTORE AMBIENTE ALLA DITTA ''MESTRINARO'' IN VIA BERTONIERA

ZERO BRANCO. Traffico illecito di rifiuti pericolosi, l’inchiesta della Procura di Venezia manda a giudizio quattro persone. Il gup Alberto Scaramuzza ha chiesto il processo per i due cogestori della Mestrinaro, Lido e Sandro Mario Mestrinaro, rispettivamente di 59 e 53 anni, di Zero Branco, il responsabile sicurezza della ditta, Italo Battistella, 51 anni, di Susegana, nonchè l’amministratore dell’Adriatica Strade, Loris Guidolin, 50 anni, di Castelfranco.

A Zero Branco arrivavano i rifiuti inquinanti conferiti dalle aziende edili e che la Mestrinaro avrebbe dovuto trattare (al prezzo di 45 euro a tonnellata) per renderli inerti. In realtà, secondo gli inquirenti, i materiali non venivano sottoposti ad alcun procedimento, ma miscelati a calce e cemento per poi essere venduti a 39 euro a tonnellata ai diversi cantieri che li usavano come base per opere varie tra cui il parcheggio dell’aereoporto Marco Polo e la terza corsia dell’A4. Per il conferimento a Volpago è invece finito sotto inchiesta il veneziano Maurizio Girolami referente delle società Intesa Tre: la sua posizione è stata stralciata.

Al centro delle indagini, dunque, c’è la Mestrinaro di Zero Branco accusata non solo di non aver trattato i rifiuti conferiti nei suoi stabilimenti, ma anche di aver immesso nell’ambiente ingenti quantità di rifiuti «cagionando contaminazione degli ambiti di destinazione». Di qui la decisione della Provincia di Treviso di costituirsi parte civile per i danni ambientali subìti dal territorio: il gup ha accordato la richiesta.

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