Un ospedale di comunità lo chiede la Cisl a Soligo

Il piano del sindacato per rilanciare l’offerta sanitaria nel Quartier del Piave Una struttura comprendente il pronto soccorso e i poliambulatori già esistenti
fotocronaca
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PIEVE DI SOLIGO. Un ospedale di comunità per il Quartier del Piave. Ecco il piano di Cisl per rilanciare l’offerta sanitaria a Soligo. La nuova struttura potrebbe sorgere nell’area, già di proprietà dell’Usl7, indicata dai 35 consiglieri di minoranza a Farra di Soligo, tra la Provinciale e il Bon Bozzolla. Una struttura intermedia tra l’ospedale vero e proprio, con il pronto soccorso, e i poliambulatori già esistenti: «Servirebbe per la fase riabilitativa e per le degenze medio lunghe, che altrimenti intaserebbero gli ospedali» spiega Aldo Lorenzon, Funzione Pubblica Cisl. «Le altre Usl hanno portato gli ospedali di comunità nelle periferie: ce ne sono a Crespano del Grappa e Alano di Piave, e sono previsti dal piano sanitario regionale. Non sarebbe troppo chiedere alla nostra Usl7 di realizzarne uno a Soligo». Lorenzon svela anche i numeri dei tagli sofferti dal Quartier del Piave, secondo uno studio Cisl: «In dieci anni, servizi dimezzati: li stiamo progressivamente perdendo». Nel 2001 radiologia funzionava cinque giorni su cinque dalle 8 alle 16, oggi lavora solo due mattine a settimana. Cardiologia, presente fino al 2007 con il medico cardiologo, oggi offre solo la possibilità di sottoporsi all’elettrocardiogramma. Reumatologia dismesso nel 2004, neurologia nel 2006. Orario ridotto del 30 per cento a oculistica rispetto a qualche anno fa, Centro di Salute Mentale declassato a sede staccata di Vittorio Veneto, nel 2004, e a semplice ambulatorio, nel 2011. Con un problema in più, secondo Lina De Conti, consigliere di opposizione a Moriago: «Il Cup non favorisce le prenotazioni a Soligo. Ho dovuto insistere per avere una visita dei miei genitori a Farra, continuavano a propormi Conegliano». Eppure, numeri alla mano, i servizi inaugurati di recente dall’Usl7 a Soligo sono presi d’assalto dai pazienti: le liste d’attesa per ortopedia e ginecologia, pochi mesi dopo l’avvio del servizio, arrivavano ai tre mesi. «Ortopedia a Soligo ha sgravato del 15-20 per cento lo stesso reparto a Conegliano» spiega Lorenzon. «Ora serve un ulteriore passo in avanti: non chiediamo grandi servizi, come le Tac, che sappiamo andranno solo in pochi grandi centri. Ma vogliamo i servizi inderogabili: i prelievi, il 118, oculistica, odontoiatria, il Csm, e altri servizi di base li dobbiamo pretendere, devono restare a Soligo. Dove starebbe bene l’ospedale di comunità». Lorenzon si dice preoccupato per l’imminente scadenza dell’affitto che l’Usl7 corrisponde al Bon Bozzolla per gli ambulatori attuali, e si mostra perplesso sulla commissione istituita dall’Usl, con la partecipazione dei sindaci: «Ci dirà che quello che c’è è sufficiente, invece serve un salto di qualità». Andrea De Polo

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