Sbanda e cade in bicicletta Schiacciato da un’auto

VITTORIO VENETO. Ex dipendente dell’ospedale muore travolto in bicicletta da un’auto. Narciso Favaretto, 71 anni il 25 aprile scorso, residente a Susegana, è spirato ieri mattina alle 10.42 sull’asfalto di via Vallata, davanti all’emporio Ocean a Longhere. “Piero”, come era soprannominato, era in sella alla sua bicicletta Pinarello, appena acquistata, insieme a due amici cicloamatori per fare la Panoramica dei laghi.
A travolgerlo C.C., 56 anni di Colmaggiore di Tarzo, alla guida di una Volkswagen Passat. Al suo fianco il figlio 17 enne esploso in lacrime alla vista del corpo straziato del ciclista. Inutile il volo dell’elicottero del Suem.
Narciso Favaretto è praticamente morto sul colpo, schiacciato con la sua bicicletta dalle ruote della berlina. Incerta la dinamica dell’incidente mortale.
“Piero” era un grande appassionato di ciclismo. Con gli amici della squadra cicloamatori del Cral Ospedale di Conegliano era un habitué delle escursioni in bicicletta. Ieri mattina era partito insieme a due inseparabili amici di avventure, Michele Algeo, ex commesso della Coop, e Ireneo Merlo, anche lui ex dipendente dell’Ulss 7, entrambi pensionati come Narciso. Al terzetto mancava il quarto “moschettiere”, Attilio Trentin, che all’ultimo momento aveva dato forfait perché impegnato a Treviso.
Il terzetto stava scendendo da Revine verso Vittorio Veneto sulla provinciale.
Erano circa le 10.40 quando il gruppo ha superato la curva a sinistra e si è immesso sul breve rettilineo davanti all’emporio Ocean e al supermercato Hurrà. Favaretto era il terzo del gruppo. All’improvviso ha scartato a sinistra, invadendo la carreggiata opposta.
Proprio in quel momento stava salendo verso Revine la Passat. «Ho visto la bicicletta schizzare fuori traiettoria», racconta angosciato C.C. alla guida della Volkswagen, «poi è caduto. Era giù disteso a terra, è stato un attimo, non ho potuto far nulla e l’ho schiacciato. Se avesse sbattuto contro la macchina sarebbe stato meno grave. E invece... è stato terribile». Il corpo del ciclista è rimasto immobile sull’asfalto sotto l’auto, tra le ruote anteriori e posteriori. Era piegato in due, le gambe e il collo spezzati, il cranio fracassato. Sul posto si è precipitata l’ambulanza del pronto soccorso di Vittorio Veneto. Per guadagnare tempo, i Vigili del fuoco da Nove sono riusciti a sollevare l’auto ed estrarre il corpo senza dover ricorrere a mezzi specializzati. L’elicottero è arrivato poco dopo. Con i fumogeni rossi è stata segnata l’area di atterraggio nel parcheggio del centro commerciale.
L’eliambulanza è scesa, ma tutto ormai era inutile, e l’elicottero è ripartito vuoto.
Quella di Narciso è stata una morte istantanea. Esauriti i soccorsi, sono iniziati i rilievi dei carabinieri di Vittorio Veneto. Spetterà a loro cercare le cause della tragedia. Potrebbe essersi trattato di un malore. Oppure Favaretto si è distratto, magari andando a toccare l’amico che lo precedeva. Tutte cose che non sono ancora state chiarite.
Narciso doveva fare tappa all’Eurovelo di Vittorio Veneto per farsi regolare il cambio della bicicletta nuova di zecca. I resti della Pinarello sono ora nel deposito Aci Geronazzo di Vittorio Veneto, a disposizione degli inquirenti.
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