Protesta sui binari per salvare i treni
VITTORIO VENETO. Anche gli artigiani del mandamento scendono in campo nella lotta contro il depauperamento della tratta ferroviaria, fianco a fianco con i sindaci del Vittoriese e del Bellunese. Obiettivo: fare in modo che la Regione riveda gli orari capestro e i tagli sul tratto nord dell’asse Venezia-Belluno. Domani alla stazione ferroviaria centrale sarà una giornata decisiva per il fronte trasversale organizzato dal comitato di pendolari «Il treno dei desideri». Oggi alle 11 ci sarà un incontro aperto per parlare dei problemi e delle possibili soluzioni: sulle banchine ferroviarie di viale Trento e Trieste hanno già confermato la presenza i sindaci dei Comuni dell’hinterland. Ci saranno Giacomo De Luca per Fregona, un delegato per Cappella Maggiore. E ci sarà soprattutto il sindaco di Vittorio Gianantonio Da Re, che ha garantito il suo sostegno alla battaglia dei pendolari per avere un servizio più efficiente accoppiato alla stazione appena rimessa in sesto, affidata agli Alpini tramite un comodato del Comune con Rete Ferroviaria Italiana. Il movimento trasversale miete consensi e sta diventando sempre più ampio, rappresentativo degli interessi collegati al sistema ferroviario vittoriese: all’incontro di domani hanno garantito il loro appoggio anche gli artigiani vittoriesi della Cna. «In questi giorni abbiamo incontrato anche gli artigiani vittoriesi della Confederazione Nazionale dell’Artigianato, che ci hanno garantito il loro appoggio», ha spiegato uno degli organizzatori, il consigliere Pd Adriano Botteon, «Il servizio ferroviario è troppo importante, non solo per i pendolari, ma anche per le categorie produttive. Dobbiamo lavorare uniti per garantire che la Regione migliori la bozza di orario prevista”. Secondo le indiscrezioni l’assessore regionale Renato Chisso, pur invitato, non presenzierà ma sarà presente il sindaco Toni Da Re : «Ormai le abbiamo provate tutte per rilanciare la ferrovia e saremo anche a questa manifestazione», ha anticipato, «è chiaro come il sole che a monte c’è un problema di risorse. Quello che chiediamo è di avere delle corse, magari poche ma che vengano incontro alle reali esigenze del territorio». Se l’orario attualmente previsto dalla Regione entrerà in vigore senza modifiche, probabilmente entro fine anno, la tratta subirà notevoli disagi. Secondo i conti del comitato gli svantaggi saranno la mancanza di corse dirette per Venezia con attese di 20 minuti a Conegliano per il cambio, gli ultimi treni in arrivo troppo presto da Venezia, servizio festivo ridotto e allungamento generale dei tempi di percorrenza. Disagi anche per il Bellunese, di cui sabato sono stati invitati sindaci e rappresentanti dei comitati: da Vittorio a Calalzo, per esempio, ci si mette 2 ore e 12 minuti con attesa di 1 ora e 19 minuti a Ponte nelle Alpi, per mancanza dei cambi a causa di soppressioni.
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