Terraglio, presa la banda di sfruttatori

Una gang di romeni e albanesi gestiva un giro diciottenni dalla Romania: facevano guadagnare settemila euro al giorno
Di Carlo Mion

Avevano il controllo di una ventina di prostitute che facevano lavorare sul Terraglio a cavallo delle provincie di Venezia e Treviso. Dallo scorso anno gestivano una ventina di ragazze poco più che maggiorenni e in prevalenza romene. Ora il gruppo di sfruttatori composto da otto romeni e un albanese è stato smantellato dalla Squadra Mobile di Venezia. In sei sono finiti in carcere o hanno l’obbligo della dimora. Due sono sfuggiti alla cattura.

Le ragazze venivano reclutate in Romania con varie scuse e una volta giunte in Italia, venivano “messe” sul Terraglio. Il gruppo, inoltre, pretendeva il pizzo delle ragazze di altri gruppi quando queste si prostituivano sul territorio controllato dallo stesso. La “mazzetta” era, per ogni ragazza, di 50 euro la sera.

Le indagini sono iniziate nel settembre dello scorso anno quando, verso le 3 di notte, sul Terraglio a Mestre, una giovane romena e un trans che si stanno prostituendo vengono aggrediti e picchiati da un paio di uomini che avevano rivendicato la “proprietà” di quel tratto di strada e preteso il pagamento del “pizzo”. Da quel momento sono iniziate le indagini degli investigatori della Squadra Mobile diretti da Marco Odorisio. Giorno dopo giorno sono stati delineati i contorni del gruppo e come agiva, dal reclutamento delle ragazze nei distretti romeni di Galati e Iasi e al loro “stoccaggio” in appartamenti e B&B di Treviso, Vicenza e Bassano del Grappa.

Elemento fondamentale del gruppo era l’albanese Dritan Rrotani, 37 anni, che in prima persona e assieme ad altri del gruppo gestiva gli spazi e le ragazze in strada. Controllava le stesse sul luogo di lavoro, impartiva disposizioni su come e quando lavorare, dissuadeva, anche con violenza, eventuali concorrenti e incassava ogni sera quanto le ragazze guadagnavano. Le ragazze non dovevano intrattenersi più di dieci minuti con i clienti. Gli sfruttatori le avvisavano dell’eventuale presenza di poliziotti, definiti in tono dispregiativo «i gabor». Identificata anche una ragazza, che incinta, era scappata dagli sfruttatori rifugiandosi in Romania. Causa la fuga, Rrotani si era infuriato non poco. Messosi alla ricerca del suo «straccio» (così venivano chiamate le ragazze dagli sfruttatori), contattava i reclutatori in Romania, dicendo loro di «cercare il suo straccio e di mandargli altri stracci da mettere in strada».

Ieri all’alba è scattato il blitz della Squadra Mobile di Venezia, con l’ausilio delle Squadre Mobili di Treviso e Vicenza. In manette sono finiti: Dritan Rrotan, 36 anni, detto «Tanfi», nato a Scutari (Albania), senza fissa dimora; Aurel Bolsa, (42), detto «Relu», nato a lari (Romania), senza fissa dimora; Valentin Manolanche, (21), detto «Vale», nato a Galati (Romania), senza fissa dimora. Hanno invece il divieto di dimora nelle province di Venezia e Treviso: Florin Adrian Trip, (33), detto «Ade», nato a Timisoara (Romania), senza fissa dimnora; Ionut Gherghe, (28), nato a Galati (Romania), residente a Tezze sul Brenta (VI); Valentin Carp,(32), nato a Galati (Romania), residente a Tezze sul Brenta (VI). Tutti devono rispondere di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. All’appello ne mancano ancora. Si tratta di romeni scappati nel loro paese. Alcune delle ragazze che hanno accettato di collaborare con la polizia sono ora ospitate in strutture protette.

Fino a settemila euro il giorno rendevano le ragazze sfruttate sul Terraglio, dal gruppo albanese-romeno. Soldi che gli sfruttatori incassavano durante la serata per non lasciare i soldi alle donne ed evitare così che venissero eventualmente rapinate. Il gruppo in alcuni casi ordinava alle ragazze di essere accondiscendenti anche con alcuni titolari di agenzie immobiliari, al fine di agevolare la locazione degli appartamenti, che oltre a essere le basi logistiche, a richiesta del cliente erano i luoghi dove si potevano consumare le prestazioni sessuali con una consistente maggiorazione del prezzo. Infatti le indagini della Mobile hanno dimostrato come il gruppo aveva cercato di mettersi anche nel giro dello sfruttamento della prostituzione negli appartamenti. Un giro che rende molto di più della strada e che protegge le ragazze dai controlli della polizia.

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