Scottà: «Insegnare? Ho perso la cattedra»

VITTORIO VENETO. Era insegnante, ha fatto il sindaco, oggi è europarlamentare, domani, cioè il prossimo anno, potrebbe fare il bidello. Giancarlo Scottà la prende con filosofia. «Se non sarà...
VITTORIO VENETO TV 20051113 RICONSEGNATE AL MUSEO DEL CENEDESE TRE TELE RESTAURATE A CURA DEL LIONS CLUB DI VITTORIO VENETO IN FOTO DA SX IL SINDACO GIANCARLO SCOTTA' E IL PRESIDENTE DEL LIONS GABRIELE CARNIEL (AFC/AFC)
VITTORIO VENETO TV 20051113 RICONSEGNATE AL MUSEO DEL CENEDESE TRE TELE RESTAURATE A CURA DEL LIONS CLUB DI VITTORIO VENETO IN FOTO DA SX IL SINDACO GIANCARLO SCOTTA' E IL PRESIDENTE DEL LIONS GABRIELE CARNIEL (AFC/AFC)

VITTORIO VENETO. Era insegnante, ha fatto il sindaco, oggi è europarlamentare, domani, cioè il prossimo anno, potrebbe fare il bidello. Giancarlo Scottà la prende con filosofia. «Se non sarà ricandidato alle elezioni europee del 2014, e qualora Vittorio Veneto, non avesse bisogno del mio servizio come sindaco, tornerò ad insegnare, ma ad oggi non ho la cattedra. Mi accontenterò di fare il bidello». Scottà, prima di salire sullo scranno più alto di Vittorio Veneto, nel 1999, insegnava educazione artistica alla scuola media di Cappella Maggiore. A 14 anni di distanza, quel plesso si è dimezzato. Oggi ha 5 classi, allora ne aveva 10. Scottà, dunque, ha perso la sua cattedra. L’ha verificato lui stesso, mettendo in conto che la sua avventura possa concludersi nella prossima primavera, quando le amministrative a Vittorio Veneto coincideranno con le Europee. Mi è stato detto – riferisce - che dovrei aver diritto ad una cattedra, vedrò se a Cappella o a Colle Umberto, comunque sono disponibile a qualsiasi ruolo, pur di ritornare a scuola: anche, appunto, a fare il bidello. Scottà, tuttavia, non intende rinunciare già adesso a proseguire l’esperienza politica. Io sono volato a Bruxelles - ammette - per volontà della Lega Nord, non so se ci sono le condizioni per ritornare: resto comunque al servizio del movimento; come lo sono a Vittorio Veneto, dove sono pronto a scendere di nuovo in campo se il partito me lo chiedesse. Gianantonio Da Re, per la verità, ha già manifestato l’intenzione a ricandidarsi come sindaco. Potrebbe, però, anche cambiare idea. Scottà. Intanto, gli ha suggerito di fare delle vicissitudini del traforo di Santa Augusta il suo cavallo di battaglia in vista del prossimo appuntamento elettorale. «Tutti lo vogliono, salvo i quattro gatti del Comitato. Da Re, pertanto, farebbe bene a far esplodere le contraddizioni che sul tema ci sono all’interno delle opposizioni». (f.d.m.)

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