La turca Beko corteggia la Nardi Elettrodomestici

SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA. Sirene turche per la Nardi Elettrodomestici Spa? La storica azienda di Sernaglia della Battaglia ha annunciato mercoledì pomeriggio una clamorosa svolta societaria che permetterà di salvare i 160 lavoratori. La Nardi sarà infatti messa in liquidazione, e dal prossimo luglio verrà costituita una nuova società tramite affitto del ramo d’azienda, che porterà avanti la produzione nel capannone di Sernaglia mantenendo tutti i posti di lavoro, e garantendo la continuità lavorativa. La neonata società sarà inizialmente a guida della famiglia Nardi, ma all’orizzonte è stata annunciata una gestione in partnership con un altro soggetto. E sono sempre più insistenti le voci, non confermate ufficialmente dall’azienda, che descrivono il nuovo soggetto come un marchio turco di elettrodomestici leader nel mercato internazionali. Forse addirittura la Beko, dal 2012 sponsor del campionato italiano di basket. Dai sindacati nessuna certezza circa la provenienza del futuro partner industriale, ma la conferma che la Nardi non resterà solo un affare di famiglia. L’assemblea di mercoledì è servita innanzitutto a tranquillizzare i lavoratori sugli stipendi di aprile, pagati solo a metà. Entro oggi, dovrebbe arrivare il saldo: scongiurato quindi il rischio di un nuovo sciopero, dopo quello del 6 maggio scorso. Altre assemblee sono in programma il 18 maggio e il 24 giugno, quando l’azienda spiegherà i dettagli dell’operazione che si concluderà con la nascita di una nuova società. Operazione pensata per soddisfare le esigenze di operai e fornitori: i primi continueranno a lavorare in una società neonata che parte da zero, i secondi potranno sottoporre eventuali crediti alla vecchia Nardi in liquidazione. «La nuova società parte con proprietà al cento per cento Nardi» spiega Paolo Agnolazza, Fim Cisl «ma si sta cercando una partnership. Ancora non è stata raggiunta alcuna intesa. Certo, tutti parlano di chi possa essere questo soggetto, ma a oggi non c’è niente di ufficiale». Se arriveranno i turchi, come si vocifera, a beneficiarne sarà l’intera azienda, un impero da 75 milioni di euro di fatturato, export in 80 Paesi e 300 dipendenti in quattro stabilimenti: «Solo con la proprietà Nardi, l’azienda non ce l’ha fatta fino ad ora, e non è pensabile che possa farcela dopo. Oggi nasce una società nuova, e trovare una partnership non è un’intenzione, ma una necessità. Con le forze della sola Nardi saremmo punto e a capo nel giro di breve tempo: la situazione della società è stata definita “fuori controllo” secondo i parametri dei nostri tecnici».
Andrea De Polo
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