Vento, gelate, frane e neve La Marca rivede l’autunno

Autunno all’improvviso. Ieri la Marca si è svegliata travolta da una coda di gelo, pioggia e vento forte. Temperature a picco, con punte «massime» di 9 gradi in pianura e neve in quota. Oggi si replica, domenica un parziale ritorno alla normalità.
Vento oltre 50km/h, alberi caduti, serre scoperchiate, vasi volati. Tutta la provincia è stata spazzata fin dal mattino da un forte vento di bora. Un soffio costante che in alcuni momenti si è rinforzato in vere e proprie raffiche anche da 50 e 60 all’ora che hanno creato grandi problemi alle coperture delle case, ma soprattutto agli alberi e ad aziende agricole e vivai che avevano allestito serre coperte. I pompieri sono dovuti intervenire per rimuovere e tagliare tronchi caduti a Treviso (zona Ospedale ), Casier (Restera), Quinto di Trevido (Oasi Cervara), ma anche a San Fior, Mareno di Piave, San Vendemiano, Conegliano, Volpago del Montello. Quando non hanno caduto le radici, sono stati i tronchi a spezzarsi facendo crollare a terra le chiome. «Nessun pericolo o problema per cittadini o beni» sottolineano i vigili del fuoco. Parecchi invece i disagi per il traffico. A San Fior, in via Isidoro, sempre il vento ha scoperchiato un vivaio obbligando i responsabili e i pompieri a due ore di lavoro per rimettere in sicurezza tutto quanto. A Treviso, in pieno Corso del Popolo, un vaso è precipitato a pochi passi dal marciapiede dove stavano camminando una decina di persone fortunatamente senza fare feriti.
Allarme frana a Follina. La pioggia fuori dalla norma, il freddo, il terreno indebolito da mesi di maltempo hanno causato il distaccamento di un lungo fronte di frana Pedeguarda di Follina, in via San Nicolò, dove fino a sera hanno lavorato i tecnici della protezione civile, della provincia e i pompieri. Strada chiusa, e allarme soprattutto per una chiesetta e due abitazioni (fortunatamente disabitate) in linea con il fronte della frana. La frana è in movimento, potrebbe arrestarsi ed essere messa in sicurezza solo se termina il maltempo.
Ancora la neve. Possibile? Se lo sono chiesti tutti, per primi forse gli organizzatori del Giro d’Italia, vedendo le cime ancora imbiancate dalla neve e le nuvole gonfie di nuovi fiocchi. Nevischio sulle Pianezze, timidi accenni d’inverno anche sopra Tarzo e Valdobbiadene per lo stupore di molti residenti che pensavano d’aver chiuso la stagione dei cappotti.
Temperature pazze. Il capoluogo ieri ha toccato i 9 gradi, Conegliano i 10 gradi, Castelfranco è arrivato a quota 9,3 gradi. La curiosità? Sul Monte Cesen, sopra Vittorio Veneto, dove il termometro è sceso a zero gradi.
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