Tutti al pic nic scaccia crisi. I commercianti ci provano

A Treviso Pescheria invasa domenica da negozianti, clienti e amici per rilanciare il centro. Già 150 gli iscritti: «Vogliamo reagire al clima negativo, senza aspettare aiuti»
TREVISO 18/11/05 CASA DEL CAFFE' IN VIA PALESTRO,36, SI PAGA IN LIRE, IN FOTO LORENA ZOTTARELLI E DAVIDE BONESSO casa del caffe_ si paga in lire
TREVISO 18/11/05 CASA DEL CAFFE' IN VIA PALESTRO,36, SI PAGA IN LIRE, IN FOTO LORENA ZOTTARELLI E DAVIDE BONESSO casa del caffe_ si paga in lire

Unione che fa la forza per vincere la crisi. Lo sanno bene i commercianti della Pescheria che per domenica hanno organizzato un mega pic nic tra vicoli e vie dell'isola trevigiana. Nessuno scopo commerciale, si tratta di un'iniziativa simbolica e apartitica per riportare la gente a vivere il centro e a riscoprirne la bellezza. Per l'occasione i negozi resteranno chiusi e ci si troverà tutti insieme seduti a tavola. Gli iscritti al pranzo sono già molti, 150 almeno. Un successo strepitoso, commenta Nicoletta Nalin, proprietaria della Camiceria Gentj da cui è partita l'idea: «Tutti sono invitati a partecipare, portando amici e parenti. Con questa grande tavolata imbandita noi negozianti vogliamo lanciare un messaggio di condivisione, di allegria e di partecipazione. Sarà come essere in una grande famiglia».

E famiglia è forse la definizione più corretta anche per descrive il “clan Pescheria”, il gruppo di commercianti artefice del pic nic, che da un anno e mezzo raggruppa una cinquantina di esercenti della zona. Tutti insieme lottano ogni giorno, fuori dalle stanze del potere, per rispondere nel loro piccolo alla crisi economica che sta strangolando il commercio. Un'associazione che condivide gioie e dolori del momento, senza mai perdere l'entusiasmo, spiega Paolo Coran, della tabaccheria Ai Carraresi: «Questo pasto corale servirà a riportare la gente nelle piazze, a ripopolare un'area come la Pescheria che, di fatto, si è svuotata dopo che gli uffici della Provincia sono stati portati fuori e dopo che le mostre di Goldin hanno detto addio a Ca' dei Carraresi». Ma la riflessione di Coran va oltre, se da un lato a Treviso manca il flusso di lavoratori e turisti, dall'altro, per la sopravvivenza degli esercenti. L'urgenza è di “fare sistema” e aggiunge: «Dobbiamo considerarci una categoria, non è più il tempo di difendere il proprio orticello, bisogna essere uniti per far fronte alla concorrenza dei grandi centri commerciali e alla moria della città».

Le difficoltà economiche non risparmiano nessuno, gli incassi segnano in media un meno trenta per cento nelle vendite in tutta Treviso, ma il coraggio di andare avanti non manca, raccontano Lorena e Davide Bonesso, della Casa del Caffè di via Palestro: «Tra negozianti ci troviamo per organizzare e per condividere i mali e le amarezze del quotidiano: il pic nic sarà un momento di allegria e di festa». Insomma sarà una domenica costruita sulla solidarietà collettiva e spontanea, sottolinea il gioielliere Enrico De Wrachien: il parroco di Santa Maddalena ha messo a disposizione i tavoli, i membri del clan si sono attivati per le tovaglie, i partecipanti porteranno qualcosa da bere e da mangiare e alcuni artisti di strada intratterranno i commensali. Per una volta si metteranno quindi da parte i problemi e ci si ricorderà quanto di positivo può essere fatto grazie alla buona volontà di molti. Come è accaduto a Natale, quando i negozianti della Pescheria hanno messo di tasca loro qualcosa per acquistare le luminarie e decorare il quartiere. Un gesto che va ben oltre il decoro urbano.

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