Trovato nel Sile il corpo del ragazzo

I sommozzatori dei vigili del fuoco lo hanno recuperato dopo due giorni di ricerche, lo studente era sparito domenica notte
Di Giorgio Barbieri

La speranza di trovare ancora vivo il ventiduenne Marco Vidali si è spenta ieri mattina alle undici. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato il corpo del ragazzo proprio dove era stato visto l’ultima volta dai due amici con cui aveva trascorso la serata: sotto la passerella pedonale dell’ospedale lungo la Restera. Era rimasto sempre lì, per tre giorni, sotto l’acqua melmosa del Sile agganciato ad un ramo che gli aveva impedito di riemergere. Ora, con ogni probabilità, il sostituto procuratore Massimo De Bortoli disporrà l’autopsia per stabilire la causa esatta della morte. Dai risultati dell’esame autoptico dipenderlà anche il destino dei due ragazzi che si trovavano con Marco Vidali la sera della tragedia.

Le ultime ore. I carabinieri ora vogliono fare piena chiarezza su quanto accaduto nella notte tra domenica e lunedì. E per questo riascolterranno in primis i due ragazzi che si trovavano in compagnia di Vidali in quelle ore. Poi anche i genitori e la fidanzata per ricostruire anche un profilo del ventiduenne. Al momento le uniche certezze sono date da alcune testimonianze. Sembra ormai dato per certo che Vidali si sia visto con gli amici dopo l’orario di cena di domenica, dopo aver salutato alla stazione la ragazza che tornava a Trieste. I tre si sarebbero quindi recati lungo la Restera per trascorrere la nottata nella zona vicina al ponte che collega l’ospedale a Fieraa. Alle 23 circa Vidali manda un Sms alla fidanzata. I due amici, ascoltati dai carabinieri in caserma nelle ore successive la scomparsa del ventiduenne, hanno ammesso agli inquirenti di aver fatto uso di droghe (nelle prossime ore dovrebbe scattare la loro segnalazione alla Prefettura come assuntori di stupefacenti). Per quanto riguarda Vidali sarà invece l’ autopsia a stabilire l’eventuale assunzione di droga anche da parte sua. Poco prima delle 4 di lunedì parte la telefonata al Suem 118: «Marco è scomparso».

Le ricerche. Sul posto arrivano immediatamente i carabinieri e i vigili del fuoco. Ma il Sile, in piena per le violente piogge dei giorni precedenti, non aiuta le ricerche. Per due giorni i sommozzatori si immergono nelle acque melmose del fiume senza risultati. Tanto che si inizia a sospettare che il ragazzo possa essere stato trascinato dalla corrente a chilometri di distanza. L’ultima cella telefonica che ha agganciato il suo cellulare è proprio quella di Fiera; quella che include tutto il territorio del lungosile. Ha tenuto in contatto il cellulare di Marco fino alle tre di notte circa, poi l’ha perso. Poi, alle undici di ieri mattina, la fine del mistero. Il suo corpo è sott’acqua proprio nel luogo dove si pensava fosse caduto.

Le indagini. Il cadavere di Marco Vidali è stato immediatamente trasportato all’obitorio e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nelle prossime ore il pm De Bortoli dovrebbe ordinare l’autopsia per stabilire la causa del decesso. E solo dall’esame autoptico si potrà capire se Vidali avesse o meno assunto droghe come i suoi amici. I carabinieri torneranno anche ad ascoltare i due ragazzi che avevano trascorso la serata con il ventiduenne prima della sua scomparsa.

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