Crisi Guaraldo: un anno di cig in più per quaranta

PAESE. Crisi all’impresa edile Pio Guaraldo di Paese: i quaranta dipendenti avranno un anno in più di cassa integrazione straordinaria. Nelle scorse ore i sindacati hanno centrato l’obiettivo di un nuovo periodo coperto dall’ammortizzatore sociale dopo che il tribunale di Treviso, lo scorso aprile, aveva accettato il concordato preventivo presentato dall’azienda. I lavoratori della Pio Guaraldo, già in cassa integrazione straordinaria da ottobre del 2012 per crisi aziendale, potranno ora contare su ulteriori dodici mesi a partire da aprile 2013 e fino ad aprile 2014 in virtù della concessione del concordato e del contemporaneo sussistere delle condizioni necessarie al nuovo periodo di “cassa”. Per l’ufficializzazione degli ulteriori dodici mesi sarà necessario attendere la firma al Ministero, che dovrebbe arrivare entro fine mese o al massimo nei primi giorni di giugno. La convocazione a Roma dovrebbe arrivare a brevissimo. Ma i sindacati sono più che fiduciosi.
La notizia dei dodici ulteriori mesi di “cassa” è stata comunicata martedì ai dipendenti della Pio Guaraldo riuniti in assemblea sindacale. «È un risultato che concede un ulteriore periodo di tranquillità, dal punto di vista della retribuzione, ai lavoratori», spiega Mauro Visentin, della Fillea-Cgil, che sta seguendo la vertenza assieme ai colleghi di Cisl e Uil, «Certo l’auspicio è che tutti i dipendenti possano essere riassorbiti dal settore una volta che questo ripartirà dopo la crisi». I quaranta lavoratori in “cassa”, soprattutto operai, ma anche tecnici e amministrativi, avanzano in media un paio di mensilità di stipendi arretrati. Quanto al concordato preventivo, le sigle sindacali confidano che il piano presentato dall’azienda possa reggere. Nelle settimane immediatamente successive all’esplosione della crisi, un piccolo gruppo di ex lavoratori della Pio Guaraldo era già stato ceduto alla E.Ma.Pri.Ce. di Possagno, che ha affittato un ramo d'azienda della ditta di edilizia di Paese. L’accordo che fa ben sperare i sindacati prevede che la E.Ma.Pri.Ce., qualora avesse bisogno di incrementare il numero dei propri lavoratori e tenuto conto delle competenze, attinga anzitutto dal gruppo di dipendenti della Pio Guaraldo. Al momento sono una decina gli ex Guaraldo che sono già passati alla ditta di Possagno, ma l’auspicio è che, con la partenza di nuovi cantieri ora bloccati, il gruppo formato dal personale reintegrato possa aumentare.
Al momento pare non ci siano altre realtà interessate ad affittare rami d’azienda della storica impresa edile di Paese, che vantava cantieri prestigiosi in tutta Italia.
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