Il futuro copiatelo dall’aeroporto
Ragionare per schemi metropolitani senza passare necessariamente per riforme istituzionali. Prendere esempio dall’area metropolitana di Lille, nella quale cooperano da anni più decine di comuni. Traslare questo modello nel Veneto centrale e dar vita alla Patreve, senza passare attraverso stravolgimenti istituzionali ma iniziando da subito a ragionare in ottica metropolitana come è stato il sistema aeroportuale Treviso-Venezia.
Questo l’invito promosso dalle associazioni imprenditoriali di Treviso e le tre sigle sindacali Cgil, Cisl , Uil Treviso al Bhr. Al centro il caso dell’area metropolitana di Lille ( che comprende le città di Roubaix e Tourcoing), un progetto di antica data che ha portato le tre città ad essere i quartieri della stessa aerea metropolitana, senza passare attraverso l’abolizione di alcun livello amministrativo ed istituzionale. «Le riforme istituzionali devono essere approvate dal Senato e gli elettori del senato sono i sindaci. Non siamo quindi riusciti a eliminare i comuni. La soluzione trovata prevede sistemi di cooperazione formali tra Comuni. Praticamente è stato creato un unicum nel quale i comuni mantengono la loro identità» ha spiegato Thierry Baert, dell’Agence de développement e d’urbanisme Lille Métropole. Una soluzione caldeggiata anche dal professor Stefano Micelli, della Venice Inetrnational University. «Il modello metropolitano è quello su cui l’Ocse ha scommesso. Oggi pensare metropolitano non implica necessariamente la creazione di macro città. Interventi sulla viabilità sono ottenibili attraverso processi orizzontali che coinvolgano i principali gestori di flussi: non serve un governo metropolitano basta l’organizzazione tra soggetti. La viabilità,i temi ambientali, l’educazione superiore saranno le nuove sfide. L’aeroporto non ha aspettato aggregazioni tra istituzioni, l’ospedale di Mestre nemmeno. La soluzione è ragionare per processi metropolitani, senza stravolgimenti istituzionali che creano attriti e fanno perdere di vista l’obiettivo». Una soluzione che Mario Pozza, presidente di Confartigianato che ha aperto il convegno, ha auspicato «Dobbiamo lavorare sull'aggregazione delle nostre associazioni». « Treviso deve iniziare a pensare a se stessa come una grande Treviso, considerando tutta la cintura urbana, iniziando a progettare con chi ci sta vicino» ha dichiarato Alessandro Vardanega, presidente di Unindustria, «lo dimostra il sistema aeroportuale che ha consentito a Treviso di ricavarsi una sua vocazione di successo. Bisogna continuare su questa direttiva: Patreve deve diventare patrimonio condiviso, a cui contribuiscano anche i cittadini».
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