Via Roma, assalto al negozio

Ubriachi, forse su di giri o semplicemente bulli, hanno pensato che la cosa migliore da fare per animare la serata fosse dare l’assalto al negozio di sigarette elettroniche Infinity, di Alessandro Bisori, in via Roma. Così uno di loro ha tolto una delle nuove grate che chiudono le bocche di lupo ai piedi del condominio sopra il negozio, e l’ha scagliata con forza contro la vetrata puntando a mandarla in pezzi e rubare il contenuto dell’espositore in bella vista. Il botto è stato fortissimo, ma la vetrina ha retto. Da lì il fuggi fuggi generale che non è sfuggito però all’occhio del titolare della vicina sala Slot (videocontrollata), che si è affacciato all porta ed ha immediatamente dato l’allarme.
Sul posto, fortunatamente, c’era una pattuglia della polizia che in pochi istanti ha fatto il giro dell’isolato intercettando i ragazzi ma soprattutto quello che a detta dei testimoni aveva appena lanciato la grata contro il negozio. Il giovane, albanese, 18 anni, è stato quindi bloccato e portato in questura dove è stato identificato e trattenuto in stato di fermo per gli accertamenti.
Sul posto, i rilievi, e ieri mattina la rabbia e lo sconcerto del titolare del punto vendita aperto pochi mesi fa e specializzato nella vendita di sigarette elettroniche e gadget. Tutti da quantificare i danni, che comunque non saranno minori di un migliaio di euro. Unica consolazione il fatto che il vetro abbia retto l’impatto. «Ma è una magra soddisfazione» dice il titolare, «quello che dispiace è che qui, in via Roma, è un continuo allarme. Tra i bulli del fine settimana, la gente che bighellona alla stazione delle corriere, i ragazzi che no hanno di meglio da fare che danneggiare i negozi è un’agonia». Due settimane fa a finire nel mirino dello sbandato di turno furono le vetrine del Basic Store, e ancor prima una vetrata della stazione delle corriere, mandata in frantumi di un ragazzino di appena 17 anni per gioco. «Controlli? Ce ne vorrebbero ben di più» segue Alessandro Bisori, «altrimenti qui passa la voglia di impegnarsi per tenere aperti dei negozi».
A lui, come ad altri commercianti di zona, l’idea di chiudere e lasciare «che tutto vada alla malora» è venuta, e lo ammette: «ho investito tutto nel progetto di aprire altri punti vendita a Treviso e in Italia, ma ammetto, vorrei garanzie, altrimenti conviene proiettarsi sull’estero. Se non altro lì so che se qualcuno mi scassa la vetrina costringendomi a tenere chiuso il negozio per ovvie ragioni di sicurezza (fino a quando la vetrina non verrà cambiata c’è il rischio che ceda ferendo qualcuno, ndr), posso contare sul fatto di non vederlo in giro il giorno dopo aver fatto il danno». La rabbia è parecchia. E Bisori non sembra essere solo.
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