«Via il Patto di stabilità per riparare gli argini»

Appello del presidente della Provincia Muraro a Letta: svincoli i soldi ai sindaci Ai consorzi servono più risorse. Ieri, con il sole, scantinati e garage sgomberati
Di Alessandro Zago

Marca alluvionata, il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro lancia l’appello al governo Letta: «Svincoli al più presto dal Patto di stabilità gli interventi che i Comuni trevigiani e veneti saranno costretti a fare per rimediare ai danni dell’alluvione, ma anche per prevenire in futuro altri disastri simili. Ma servono più risorse anche per i consorzi di bonifica», dice Muraro, «che invece si sono visti tagliare progressivamente i trasferimenti. Altrimenti finiremo sott’acqua ogni volta che pioverà seriamente». Muraro chiama quindi in causa «i palazzi romani», anche perché di svincolare le amministrazioni comunali dal Patto di stabilitàsi parla ormai da troppo tempo, ma senza risultati, «ma un dramma come l’alluvione dovrebbe bastare», dice Muraro, «per accelerare sui tempi. Mi appello anche ai parlamentari trevigiani in seno alla maggioranza: spingano seriamente in questo senso, anche perché Rubinato, Casellato e Puppato mi pare abbiano esperienze amministrative». Costernato anche l’assessore provinciale alla Protezione civile Mirco Lorenzon: «È assurdo che chi ha soldi non possa spenderli per la manutenzione del territorio». E sull’allarme maltempo: «Pioverà anche nei prossimi giorni, ma nessuna precipitazione straordinaria». Sulla stessa linea, in merito al Patto di stabilità, è anche il sindaco di Silea Silvano Piazza: «Il grosso degli interventi per la sicurezza idrica sono in mano a Genio civile e consorzi di bonifica, ma anche i Comuni, a scendere, hanno la loro parte di competenza. Ma purtroppo i vincoli del Patto di stabilità bloccano proprio i Comuni virtuosi, ossia che hanno soldi in cassa», e quindi, troppo spesso, le prime cose a saltare sono proprio le manutenzioni dei fossati. Sindaci con le mani legate, consorzi di bonifica «in dieta», cittadini imbestialiti, soprattutto i tantissimi che hanno finalmente potuto approfittare del sole di ieri pomeriggio per cominciare a svuotare garage e scantinati allagati tra giovedì e venerdì scorso in città ma soprattutto in zone come Frescada Ovest, Casale e Zero Branco. Una montagna di roba rovinata da buttare, ammassata nelle piazzole ecologiche che andrà a ingrossare le discariche. E a Treviso è allarme rosso: da oggi colonne di furgoncini carichi di mobili da buttare sono attese al Cerd dell’area della Dogana.

E intato anche il governatore del Veneto Luca Zaia è tornato a invocare poteri speciali chiedendo al governo di allentare il Patto di stabilità per le opere idrauliche ma le opposizioni, compreso il neoministro Flavio Zanonato, gli hanno ricordato che ha già i poteri straordinari di commissario per l’emergenza dopo l’alluvione del 2010, «e quindi intervenga». Ma senza aumentare l’accisa sulla benzina o il bollo auto per reperire risorse per compensare ai danni.

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