Appello a Papa Francesco «Salvi la nostra chiesetta»

La Consulta delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma scrive a Bergoglio «Più sensibilizzazione per fermare le infiltrazioni al tempio di Santa Caterina»
Di Renza Zanin

CONEGLIANO. Portare a compimento il restauro dell’antica chiesa di Caterina d’Alessandria, edificata nel 1200, che rischia ora di cadere dopo essere stata deturpata dalle infiltrazioni d’acqua. È questo l’impegno che Consulta delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma si è assunta per salvaguardare dei più antichi e prestigiosi luoghi di culto della città. Un lavoro da 100 mila euro circa per il quale serve l’aiuto di tutti. Per questo l’associazione ha deciso di prendere carta e penna e scrivere a Papa Francesco. Un appello affinchè sensibilizzi ad appoggiare questa causa. «Non le chiediamo del denaro», si legge nella lettera inviata in Vaticano, «ma solo due parole di vicinanza, che possano scuotere i cuori dei coneglianesi, facendo loro comprendere l’importanza di un comune e condiviso impegno, che intendiamo portare avanti in comunione con il nostro Vescovo, il coraggioso Parroco di San Rocco e all’amministrazione comunale, per il restauro della chiesetta, che non è un problema solo di qualcuno, ma piuttosto un’opportunità per l’intera comunità». L’intera struttura era stata affidata alla Confraternita dei Battuti che, lungo la via Romea, svolgeva opere di culto, carità e assistenza ai viandanti. Negli anni a seguire sull’altare fu collocata la pala, raffigurante lo Sposalizio mistico di Santa Caterina, ora custodita nella chiesa coneglianese di San Rocco, inizialmente, dagli storici d’arte attribuita al pittore coneglianese Francesco Beccaruzzi, in realtà opera del pittore fiammingo Ludovico Pozzoserrato, nome italianizzato di Lodewjik Toupet. Varie vicende fecero si che l’ospizio Ca’ di Dio, il complesso in cui si trova la chiesa, divenisse un vero e proprio ospedale per curare gli ammalati della città che continuò la sua opera sino al 1810, anno in cui, per effetto delle leggi napoleoniche, la Pia Confraternita dei Battuti venne soppressa. La storia ha reso questo luogo un punto di riferimento non solo religioso. Nel 22 novembre 1998, con l’intervento dell’allora vescovo di Vittorio Veneto, nella chiesetta di Santa Caterina, a perenne ricordo di quanti hanno servito la patria, sono state collocate le bandiere, i labari e i gagliardetti di tutte le Associazioni Combattentistiche e d’Arma della Città di Conegliano. Nella chiesetta è stata posta, quale ricordo di tutte le vite umane coneglianesi sacrificate in guerra, anche una campana d’argento, donata dalla Comunità di San Pierin di Scomigo. Ora quelle stesse associazioni che vi hanno affidato le loro bandiere vogliono riportarla all’antico splendore e per farlo, oltre a scrivere al Papa, hanno dato vita anche a un concerto che si terrà domenica 26 maggio, alle 16, nella chiesa di San Rocco, con la partecipazione della Corale di Parè, Corale di San Rocco e la Corale del Duomo “Don Angelo Visentin” .

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