Vari sopralluoghi prima dell’agguato «Lì per picchiarmi»

La vittima: «Non so perché». Il barista: «Due minuti di caos» La scientifica al lavoro: a terra tracce degli aggressori

«Picchiato, senza un perché». Rahil Sozza non ha altre parole per descrivere quello che è successo mercoledì sera davanti al suo bar. «Le ragioni le cerco nella politica, davanti a persone che agiscono incappucciate poi c’è poco da dire». È ancora scosso. Il braccio fasciato per la frattura alla scapola destra. Esce dall’ospedale alle 18.30. Rabbia e incredulità.

Il racconto. «Non c’è molto da dire, sono venuti lì per picchiare me. Mi sono saltati addosso, tutti contro uno, incappucciati. Ho fatto qualcosa? Non mi risulta». Poche parole, preferisce lasciarsi alle spalle quanto successo e «lasciare che lavorino gli inquirenti». Stesso auspicio da parte di Marcello Bassetto, il barista che ricorda: «Stavo uscendo quando il gruppo si è lanciato contro di noi: hanno fatto cadere sedie, tavoli, avevano gli ombrelli e li hanno usati per spaccare e picchiare» racconta, «sono riuscito a evitare due pugni poi sono stati spinto via. Ho visto che infierivano su Sozza. Non hanno detto nulla, urlato nulla. Solo picchiato. Apparentemente senza una ragione».

Nessuno ha visto i volti. Si tratterebbe però di un gruppo di giovani tra i 25 e i 35 anni. «Forse gli stessi che hanno messo a segno l’attentato contro la sede di Rinascita Treviso», sottolinea Andrea Gumina, candidato di Rinascita che era nel bar: lui, però, dell’agguato preferisce non parlare.

I sospetti. Secondo la polizia potrebbero essere militanti di estrema sinistra, autonomi, forse vicini al collettivo Ztl. Questa per adesso la pista dell’indagine che avrà una svolta fondamentale non appena analizzati i video delle videocamere. Un “raid punitivo”, forse proprio per rispondere al pestaggio del rapper. Gumina, infatti, la sera dell’agguato in piazza Borsa era con l’aggressore del giovane cantate: ha tentato di farlo smettere, ma non ci è riuscito. Che si sia scatenata la rivalsa? Ma allora che c’entra Sozza? Fonti vicine alla polizia suppongono che Sozza sia finito in mezzo per caso.

I sopralluoghi. Le testimonianze rese in questura hanno evidenziato come potessero essere i membri della batteria di picchiatori i giovani che nei giorni scorsi sono stati visti passeggiare in orario tardo serale vicino al bar, «come per controllare da chi fosse frequentato». Sopralluoghi utili a indirizzare il raid fatto per colpire la destra.

Le tracce a terra. Mercoledì sera davanti al bar hanno lavorato a lungo anche gli uomini della Scientifica. A terra, tra portacenere rotti e tavolini rovesciati, sono stati trovati un bracciale di pelle, due ombrelli, un manico di ombrello, un berretto. Segno della zuffa, ma soprattutto elementi utilissimi per confrontare eventuali impronte digitali e tracce con una lista di potenziali sospetti, magari già schedati.

La Procura. Potrebbe essere coinvolta nelle indagini anche la Procura a cui è indirizzata l’informativa fatta al termine delle audizioni di ieri. L’agguato contro Rinascita Treviso, il pestaggio del rapper e l’aggressione ai militanti di Rinascita potrebbero essere tutti elementi di una stessa storia che punta, drammaticamente, al rialzo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso