Rapina e botte, condanna al “fantasma”

Quattro anni e mezzo di carcere per l’ucraino che assaltò l’edicola tabaccheria di Botturi a Conegliano, ma lui è sparito
Di Fabio Poloni
Guerretta Conegliano rapina edicola viale Venezia Conegliano. Gianni Botturi edicolante
Guerretta Conegliano rapina edicola viale Venezia Conegliano. Gianni Botturi edicolante

CONEGLIANO. Ha picchiato selvaggiamente l’edicolante per rapinarlo: condannato a quattro anni e mezzo di carcere. Ma è ancora irreperibile, sparito nel nulla: potrebbe aver lasciato l’Italia.

Calci, pugni, botte con la pistola, tutto per rubare circa duemila euro di ricariche telefoniche. Vittima Gianni Botturi, titolare di un’edicola tabaccheria in viale Venezia, a Conegliano. Era novembre del 2011. Ieri la giustizia ha presentato il conto a uno dei due autori della brutale rapina: Denis Maikvskyi, ucraino, 34 anni, è stato condannato dal collegio dei giudici del tribunale di Treviso a quattro anni e mezzo di reclusione. Prima di rinchiuderlo in carcere, però, è necessario prenderlo: l’ucraino è irreperibile, sparito. Il complice era già stato condannato a cinque anni e otto mesi.

L’edicolante aveva aperto l’attività verso le sei e mezzo del mattino. A quell’ora era ancora buio. Botturi aveva iniziato a sistemare i giornali quando due banditi con il volto coperto da sciarpe e berretti, armi in pugno, sono entrati nel negozio. L’edicolante ha immediatamente intuito cosa stava per avvenire, ha notato gli individui travisati mentre stavano arrivando. Ha afferrato una forbice per difendersi. Istintivamente, non ha esitato ad affrontare i rapinatori: ne è scattata una colluttazione con pugni e calci. Il brutale pestaggio si è concluso nel giro di tre minuti. Sono volati colpi da una parte e dall’altra, ma ad avere la peggio è stato l’edicolante: i malviventi lo hanno percosso con il calcio della pistola alla testa, procurandoli un trauma cranico. I banditi nella fretta di fuggire sono riusciti ad arraffare solamente delle ricariche telefoniche per un valore di circa duemila euro, e quindi sono saliti a bordo dell’auto che avevano lasciato nel parcheggio, una Fiat Punto rubata qualche giorno prima a Conegliano.

«Ho visto subito che c’era qualcosa di strano, sono arrivati di corsa e avevano il volto coperto con sciarpe e berretto». Gianni Botturi aveva raccontato così quegli attimi drammatici. «Ero arrivato da una decina di minuti, stavo mettendo a posto i giornali», aveva raccontato l’edicolante, «Ho visto questi individui che si stavano avvicinando e ho preso una forbice per difendermi. Probabilmente non pensavano potessi avere una reazione, sono volati calci e pugni, mi hanno colpito con la pistola in testa, e prese le schede telefoniche sono scappati via. Poi mi hanno aiutato la panettiera e la barista, ed è arrivata la polizia». Poi le indagini, l’individuazione dei due banditi, infine il doppio processo. Ma l’ucraino, condannato ieri a quattro anni e mezzo, è sparito nel nulla.

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