Striscione d’insulto al ministro Kyenge

MIANE. Dopo Macerata e Pistoia è il piccolo Comune di Miane ad essere coinvolto nell’incresciosa spirale di contestazioni ed insulti al neo ministro dell’integrazione Cécile Kyenge Kashetu che sta attraversando l’Italia. Uno striscione con la scritta “Kynge m...” affiancata da una svastica in basso a destra, a mo’ di firma, è comparso nella notte tra domenica e ieri lungo via De Gasperi, la strada principale di Miane. Lo striscione è stato appeso alla recinzione che delimita la Sp36 dal municipio e dalla scuola media ed è stato rimosso verso le 8.30 di ieri dai dipendenti comunali e poi consegnato ai carabinieri. Il gesto, vista la storpiatura del cognome della parlamentare del Pd, sembra improvvisato. Lo stesso materiale utilizzato – una tovaglia rettangolare a fiori rosa (ironia della sorte) – sembra avvalorare l’ipotesi di un gesto improvvisato, frutto di una sola persona. Scritte analoghe erano comparse la settimana scorsa a Pistoia (“Sparare alla Kyenge non ai CC” e “Ministro Kyenge fuori dai c...”) e a Macerata (“Torna in Congo”). In questi due casi le scritte erano firmate FN. Il ministro dell’integrazione vuole promuovere l’estensione della cittadinanza italiana a chiunque nasca sul territorio italiano, nella fattispecie ai figli degli immigrati, secondo il concetto dello “ius soli” in contrapposizione all’attuale “ius sanguinis” (per il quale è cittadino italiano chi è figlio di cittadini italiani). Ma sta facendo discutere anche una seconda e più recente esternazione della Kyenge, per la quale andrebbe abrogato il reato di clandestinità. Dichiarazione che hanno registrato piccate reazioni da destra, dando vigore anche alla Lega Nord, peraltro in maggioranza a Miane. Dal vice sindaco di Miane, Moreno Guizzo, arriva però subito una ferma condanna al gesto da parte della amministrazione comunale: «Un gesto stupido che non merita altri commenti».
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