Casier, l’addio alla pasionaria del Carroccio Ricordo dal pulpito con la coccarda verde

CASIER. C’era molta Lega Nord, ieri mattina a Casier, ai funerali di Marilisa Brusegan, la cinquantasettenne “pasionaria” del Carroccio morta venerdì in un incidente d’auto a Preganziol, quando la...

CASIER. C’era molta Lega Nord, ieri mattina a Casier, ai funerali di Marilisa Brusegan, la cinquantasettenne “pasionaria” del Carroccio morta venerdì in un incidente d’auto a Preganziol, quando la sua utilitaria ha centrato un guard-rail. Ad attendere il feretro sul sagrato di San Teonisto, il presidente della Provincia Leonardo Muraro, il capogruppo della Lega in consiglio regionale Federico Caner, il sindaco di Preganziol Sergio Marton e la presidente del consiglio comunale Valeria Salvati. E poi i consiglieri della Lega di Casier Francesco Bonifacio, Massimo Vendramin e Andrea Marton, e il segretario della sezione casierese del Carroccio Marco Biscaro con il direttivo. In rappresentanza dell’amministrazione comunale c’era l’assessore Miriam Giuriati. In chiesa, stretti al marito Daniele Nardelotto, ex segretario di sezione, e al figlio Fabio, tanti amici di Marilisa. Il parroco don Tiziano Galante ha ricordato come la vita di Marilisa sia paragonabile a un seme: «Se non muore, non porta frutto», ha detto il sacerdote. Commosso il ricordo di Silvana Lorenzi Amorena, presidente delle “Donne Padane” di Treviso, associazione di cui Marilisa Brusegan era tesoriere. «Eri della Venezia di terra (la cinquantasettenne era originaria di Camponogara, ndr) e tanto tenevi alle tue origini. Eri fiera delle tue radici e della tua identità», ha detto la presidente che sfoggiava una vistosa coccarda verde appuntata al petto, «vogliamo ricordati come nell’ultima escursione, mercoledì scorso, al lago di Braies. Eri una battagliera che si è battuta per le donne, la famiglia, la società. Ti sentivi parte del nostro gruppo di donne venete. Da te, che sapevi tenere i conti, abbiamo imparato tanto. E ora ci sentiamo monche». Molti anche gli amici che hanno voluto essere presenti per l’ultimo abbraccio alla casalinga. (ru.b.)

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