In casa “provvisoria” da 11 anni: il Comune ora vuole sfrattarli

CIMADOLMO. Il Comune dà il via ad una azione legale per liberare due alloggi comunali da una famiglia che li occupa abusivamente. Doveva essere una sistemazione provvisoria, della durata di non più di qualche settimana, ma si è invece trasformata nell’occupazione di un alloggio comunale per oltre dieci anni senza averne alcun titolo. È la storia di una madre, P.M., e dei suoi due figli, D.Z. e A.Z., oggi entrambi maggiorenni. Nel 2002 la donna, a seguito di uno sfratto esecutivo, si era ritrovata in mezzo alla strada con i suoi bambini, all’epoca minorenni. L’abitazione in via Mazzini in cui aveva abitato fino a quel momento era stata posta sotto sigilli e la donna non aveva un posto dove andare. Il Comune di Cimadolmo aveva fatto fronte all’emergenza, facendo alloggiare la donna con i suoi due bambini in un piccolo appartamento comunale. Non era stato pattuito nemmeno un canone di locazione essendo, nell’idea del Comune, soltanto una sistemazione provvisoria di alcune settimane. L’accordo prevedeva solo che la donna rimborsasse all’ente le spese di gestione dell’appartamento, ovvero energia, acqua e riscaldamento. La permanenza provvisoria è diventata stabile: a distanza di ormai undici anni la donna e i suoi due figli, adulti, vivono ancora nel piccolo alloggio comunale.
La situazione si è ulteriormente complicata negli ultimi cinque anni: nel 2008 infatti si erano resi necessari alcuni lavori di manutenzione all’alloggio occupato dalla signora per cui per qualche giorno erano stati tutti trasferiti nell’appartamento, in quel momento libero, che si trova a fianco. Alla fine dei lavori la famiglia era rientrata nel primo appartamento, ma di fatto aveva continuato ad occupare abusivamente anche il secondo. Da oltre un anno infine la signora ha smesso di rimborsare all’ente pubblico le spese di gestione. L’amministrazione Cadamuro ha quindi deciso di mettere fine a questa situazione, ingiusta nei confronti di tutti coloro che attendono in lista d’attesa un alloggio popolare e che pesa nelle tasche di tutti i contribuenti di Cimadolmo. Dopo che la diffida per il rilascio di entrambi gli alloggi e per il pagamento delle utenze arretrate, maggiorate degli interessi maturati, inviata agli inquilini nel novembre scorso, non ha avuto alcun effetto, la giunta ha deciso di seguire le vie legali per porre fine all’occupazione senza titolo dei tre inquilini.
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