Crisi Guaraldo, sì al concordato preventivo

PAESE. L'impresa edile Pio Guaraldo è in concordato preventivo. Martedì il piano presentato dalla società di Paese è stato accolto dal tribunale di Treviso. Si apre così un nuovo scenario per una delle aziende edili più conosciute della Marca, stretta in questi mesi nella morsa della crisi. Il piano approvato dal tribunale prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti tra l'altro attraverso la vendita dei rami aziendali costituiti da contratti di appalto ancora in essere, la vendita del patrimonio immobiliare in un arco di quattro anni, la vendita del contratto di leasing relativo a Palazzo Sernagiotto, a Venezia. Già questa mattina le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil che stanno seguendo la vertenza della Pio Guaraldo chiederanno un incontro urgente con il commissario giudiziale nominato dal tribunale. «Vogliamo capire le condizioni dettate dal concordato e quante possibilità ci sono che possa essere accettato dai creditori», spiega Mauro Visentin, Fillea-Cgil, «tutte da chiarire sono poi le prospettive per i dipendenti che sono evidentemente legate alla tenuta del concordato preventivo e dall’evitare il fallimento». Sono una quarantina i dipendenti, tra tecnici, operai e impiegati, sia della provincia di Treviso che delle zone limitrofe e non solo, che sono in cassa integrazione straordinaria da ottobre 2012 per un anno. Un piccolo gruppo di ex lavoratori della Pio Guaraldo, in tutto nove persone, è stato ceduto alla E.Ma.Pri.Ce. di Possagno, che ha affittato un ramo d'azienda della ditta di edilizia di Paese. «Speriamo che la stessa E.Ma.Pri.Ce. o altre aziende facciano un passo in avanti per affittare altri rami d'azienda così da dare lavoro ai dipendenti della Guaraldo», prosegue il sindacalista della Fillea-Cgil, «per i lavoratori oggi a casa, va verificata con il commissario giudiziale la possibilità di aprire una nuova cassa integrazione straordinaria per un anno, dunque fino ad aprile 2014, qualora vi siano le condizioni per una ripresa, in tutto o in parte, dell'attività dell’azioeda». All'origine della crisi aziendale che ha colpito la Pio Guaraldo la scorsa estate, ci sono soprattutto i mancati pagamenti da parte dei clienti e delle stazioni appaltanti, situazione purtroppo comune a molte imprese. L'azienda era stata messa in liquidazione, quindi si è proceduto con la richiesta di ammissione al concordato preventivo. Martedì quindi è arrivato l'ok al piano da parte del tribunale di Treviso. I creditori sono stati convocati per l'udienza davanti al giudice per il prossimo 18 giugno. (ru.b.)
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