In cinquecento alla «Casa del Torchiato»

FREGONA. In 500 presenti alla festa per la nuova “Casa del Torchiato”, inaugurata ieri ad Osigo di Fregona. Un vino chiamato anche "Piera Dolza". Il Centro di appassimento, con fruttaio per mettere a...

FREGONA. In 500 presenti alla festa per la nuova “Casa del Torchiato”, inaugurata ieri ad Osigo di Fregona. Un vino chiamato anche "Piera Dolza". Il Centro di appassimento, con fruttaio per mettere a riposo 1200 – 1400 quintali di uva, cantina, punto vendita e sede della cooperativa, apre la strada ad una produzione che potenzialmente potrebbe arrivare in un paio di vendemmie a 100 mila bottiglie. Oggi sono 20 mila. Ma alle pendici del Cansiglio si sogna. Tra Fregona, Sarmede e Cappella Maggiore si coltivano i più antichi vitigni trevigiani: Glera, Verdiso e Boschera, ma anche Bianchetta, dall’Ocio e Perera. La comunità ha voluto essere presente si può dire al completo alla cerimonia, con sindaci, presidenti, assessori, preduttori, europarlamentari, consiglieri regionali, ovvero quanti hanno lavorato e operato negli ultimi dieci anni per raggiungere un risultato che sembrava impossibile. La nuova Casa del Torchiato ha richiesto un forte investimento (il costo complessivo è di 730 mila euro), apparentemente “improbabile” se si guarda alle bottiglie prodotte (per il 2013 e la prossima 39ª Festa del Torchiato ce ne sono poco più di 20 mila da mezzo litro), ma strategico per questo prezioso passito di nicchia. «È un esempio della aggressività che oggi serve per affrontare il mercato in un momento di crisi», ha sottolineato l’assessore regionale Franco Manzato, «e che la Regione concreterà per promuovere l’agroalimentare veneto con un’azione di incoming che coinvolgerà circa 150 operatori esteri, con un’iniziativa rivolta alla Cina, con un accordo con una decina di emittenti private che proporranno prodotti, territorio e lavoro della nostra regione». (f.d.m.)

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