Ecco l’aerosol per vigneti: «In pensione l’elicottero»

FARRA DI SOLIGO. Il Consorzio di Tutela del Prosecco Docg manda in pensione l’elicottero dei pesticidi. Un nuovo sistema per i trattamenti ai vigneti, che consiste in una sorta di “aerosol” alle piante tramite impianti semifissi a terra, è stato sperimentato sulle colline di Farra di Soligo. Nelle intenzioni dei tecnici, ridurrà la deriva dei fitofarmaci, e renderà superflua l’irrigazione aerea. I dubbi dell’Eliconsorzio del Prosecco: «Non sarà semplice trovare alternative all’elicottero sulle Rive» assicura il presidente Walter Marsura. A maggio è previsto il primo volo.
L’Eliconsorzio scalda i motori per la prossima stagione, che stavolta potrebbe essere l’ultima. L’impianto studiato dal Consorzio, che ha visto il coinvolgimento scientifico dei Dipartimenti Tesaf e Dafnae dell’Università di Padova, e il supporto tecnico ed agronomico di uno studio di consulenza trentino, ha come primo obiettivo garantire un prodotto ecosostenibile. Dopo il giro di vite del Protocollo Viticolo 2013 sui fitofarmaci ammessi, il nuovo impianto a terra potrebbe rivoluzionare la viticoltura nei 15 Comuni della denominazione Conegliano Valdobbiadene docg.
Ci vorrà del tempo per avere risultati certi. Il sistema è stato testato su colline dove l’agricoltore (di solito anziano) arriva a fatica. Il tecnico del Consorzio, Filippo Taglietti, ne spiega il funzionamento: «Il prototipo è stato installato su una piccola particella di vigneto, e si configura come un impianto di irrigazione a goccia, in questo caso sia soprachioma che sottochioma, per assicurare un’adeguata difesa contro le malattie della vite. La miscela di prodotto fitosanitario viene immessa alla pressione adeguata, attraverso una pompa o un atomizzatore, affinché, senza la creazione di goccioline troppo piccole e leggere, soggette a deriva, la soluzione possa adagiarsi come una pioggia sulla superficie verde della chioma del vigneto». Troppo bello per essere vero, secondo Marsura. Lui, che i vigneti li guarda dal cielo, sarebbe contento di scendere dall’elicottero.
Stufo, a ogni stagione, di dover affrontare un mare di polemiche sulla sicurezza del suo mezzo: «Con il nuovo impianto risolveremmo tanti problemi, ma oggi come oggi l’elicottero è una necessità. Non ci sono alternative. Ben vengano queste prove, ma dobbiamo aspettare i risultati. Bisogna anche vedere costi e tempi del progetto, e considerare che molte aziende in collina hanno i vigneti a macchia di leopardo. Non sarà facile, sulle Rive la pressione cambia, magari in alto funziona meno bene». Il Consorzio continuerà nel progetto, i tecnici dell’elicottero assisteranno dall’esterno. Certi di una cosa: «In un ambiente di agricoltori anziani, nessuno può fare i trattamenti a mano. L’alternativa, oggi, si chiama elicottero».
Andrea De Polo
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