Troppa benzina, gestore multato

TREVISO. Benzinaio multato per presunzione di acquisto in “nero” dato che nel suo impianto la Guardia di Finanza ha rilevato che c’era più carburante di quanto dichiarato. «Ma è fenomeno noto che la benzina aumenta di volume con il freddo», ha spiegato Moreno Parin, presidente del gruppo Gisc, (gestori impianti stradali di carburante, in pratica il sindacato di categoria), «abbiamo deciso di affiancare questo gestore in tutto l’iter giudiziario fino alla commissione tributaria provinciale se fosse il caso. È un caso diffuso ormai: ne chiederemo conto anche al Ministero delle Finanze».
È accaduto un paio di mesi fa: nel corso di un normale controllo gli agenti della Guardia di Finanza avrebbero multato un benzinaio perché nei suoi impianti risultava esserci troppa benzina rispetto a quella fatturata. Era scatta la multa (per acquisto in nero). «Ma era tutto in regola. Il fenomeno è noto: la temperatura influisce sul volume di benzina e gasolio. Con il caldo diminuisce e con il freddo aumenta», continua Parin, «ma è capitato a molti di essere multati ingiustamente. Non è un attacco alla Guardia di Finanza, che opera seguendo la legge, ma al Ministero delle Finanze che non la modifica come invece è già accaduto in Svizzera».
Questo problema (assieme a molti altri) sono stati al centro dell’assemblea che ha chiamato a raccolta i benzinai del Gisc lunedì sera a Ca’ del Galletto: sono 220 quelli iscritti, sui 330 presenti complessivamente in provincia di Treviso. «Altro problema è quello legato alle onerose tariffe dei Pos: la legge ha stabilito che sotto i cento euro non si paga la commissione, le banche hanno aggirato il problema facendo pagare ai benzinai stessi il costo del servizio. Nel corso dell’assemblea abbiamo deciso che saremo costretti a trasferirlo sul cliente, o si azzerano completamente i margini di profitto». Ma non sono solo queste le emergenze: sul piatto anche le nuove norme per la pubblicizzazione dei prezzi del carburante e le nuove ipotesi contrattualistiche con le compagnie petrolifere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








