Zanonato-Puppato, volano gli stracci nel Pd veneto

TREVISO. Domenica pomeriggio lui l’aveva criticata apertamente su Facebook, accusandola di cercare solo visibilità. Ieri sera è stata lei a dargli del “piccolo gerarca” al termine della direzione nazionale del Partito democratico, che ha incoraggiato la “mission impossible” di Pier Luigi Bersani. Lui è Flavio Zanonato, sindaco di Padova, bersaniano doc. Lei è Laura Puppato, già sindaco di Montebelluna, già capogruppo in Consiglio regionale, già candidata alle Primarie, eletta in Senato il 24 febbraio. E potrebbero sfidarsi per la candidatura alle Regionali 2015. Dopo aver sentito la Puppato, sabato in Val di Susa e domenica a “In mezz’ora”, da Lucia Annunziata, ribadire che «la Tav non è un’opera prioritaria» Zanonato è sbottato: «Corridoio 5: per Emiliano e Puppato quello che va bene in tutta Europa, in Italia è sbagliato. Cosa non si fa per avere visibilità e consenso». E, sempre domenica, verso sera, il sindaco di Padova ci ha messo il carico: «Una terribile malattia italiana: discutere sempre senza decidere, ridiscutere le decisioni prese, contrapporre sviluppo ad assistenzialismo». Par di capire che la senatrice, che dialoga con i grillini, non ha gradito.
Dopo aver confessato a “Un giorno da pecora” (Radiodue) di «non aver mai preso in considerazione l’ipotesi di una sua candidatura al Quirinale» ed essersi beccata la reprimenda del segretario del Pd di Torino, Paola Bragantini («sulla Tav ha offeso i piemontesi»), ieri sera la Puppato ha avuto la possibilità di dire in faccia a Zanonato quello che pensa: «Sei un piccolo gerarca». A darne notizia, su Twitter, è lo stesso sindaco di Padova. «Puppato», recita il cinguettio, «mi ha appena definito “piccolo gerarca”. Così accetta le critiche. Buona fortuna per chi ci avrà a che fare». Lei, al telefono, conferma: «È vero, gliel’ho detto. Ma era un dialogo tra di noi. Avevo letto le sue critiche e ho voluto replicare. Ma non mi sembra così importante. Abbiamo già così tanti problemi a livello nazionale. E poi lui è compulsivo, è sempre lì che posta su Facebook o su Twitter. La mia visibilità? Se il partito mi manda in televisione, da bravo soldato io ci vado». Chiude Zanonato: «Io sono abituato a prendermi le mie responsabilità. Mi riservo il diritto di manifestazione del pensiero, che mi è garantito dall’articolo 21 della Costituzione. Mi sembra giusto che la gente sappia che la Puppato non accetta le critiche e che non è affatto quella che appare in televisione». .
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